«Il rio Maggiore fogna a cielo aperto». Furiosi i residenti della zona intorno allo stadio

Dopo lo “scoperchiamento” gli odori sono insopportabili. «Emergenza sanitaria, colpa degli scarichi, ora basta»

LIVORNO. L'acqua è torbida. L'odore è nauseante, disgustoso. Il liquame scorre lentamente e finirà in mare. Non si resiste neanche un minuto, figuriamoci vivere in quelle strade dietro lo stadio e provare ad aprire le finestre per il caldo. «Ora basta, la Regione e il Genio civile si sono occupati di stombare il rio Maggiore e ora devono individuare gli scarichi abusivi». Sono infuriati i residenti delle strade che corrono intorno al primo tratto di via dei Pensieri, quello lato viale del Nazario Sauro. Si dicono «stufi», «esasperati», da giorni postano sulla pagina Facebook del comitato nato dopo l’alluvione del 2017 foto e video che ritraggono acque di ogni colore che scorrono nel letto del rio: nere, verdi, biancastre. Insomma, altro che acque di sorgente. È il risultato degli scarichi, anche abusivi, che da anni finiscono nell’ex tratto tombato, con livelli record di escherichia coli, come il Tirreno aveva raccontato il 10 maggio scorso. Il punto è che con l’arrivo dell’estate e del caldo, con le acque che ristagnano, i cattivi odori si stanno facendo insopportabili.

«Il puzzo di fogna entra nelle case, siamo al livello di emergenza sanitaria», hanno così ripetuto sulla pagina del comitato i residenti della zona stadio che, dopo avere scritto più e più volte al Genio civile regionale (responsabile dei cantieri post alluvione) e avere informato tutte le istituzioni, ieri pomeriggio si sono dati appuntamento lungo la parte stombata del rio Maggiore.


«È uno schifo, vengano Rossi e Giani a vivere qui», urla qualcuno. Simona Scola e Veronica Tinucci abitano nella zona e sono arrabbiate da settimane, «ma ora la situazione è diventata insostenibile per il cattivo odore che arriva fino al quinto piano». «E poi ci sono i topi, i rospi, le zanzare... Ormai tutte le case di questa zona si sono svalutate», interviene un'altra residente, Marina Casino. «Vanno canalizzati gli scarichi», ripete Massimiliano Bigongiari, presidente del comitato rio Maggiore, che in questa occasione parla da residente: «I primi progettisti che avevano fatto sopralluoghi nel tombamento avevano già fatto un censimento». «L'inquinamento è stato certificato dai rilievi dell'Arpat - le parole di Andrea Catania, che abita nel primo tratto di via dei Pensieri - è una vergogna, qui è diventato impossibile vivere. Ci avevano promesso anche una zona verde: guardatela, è in condizioni disastrose e manca pure l'illuminazione».

Arrivano sul posto anche i consiglieri comunali di opposizione della Lega, Costanza Vaccaro e Alessandro Perini. «Questa è una battaglia sanitaria, una battaglia contro l'inquinamento - l'intervento di Vaccaro - nessuno è contro le opere di messa in sicurezza come questa, ma bisogna considerare la vivibilità di un territorio». E Perini annuncia di avere «chiesto nuove analisi sulla base delle quali proporremo soluzioni in consiglio comunale».

Proprio sui banchi del consiglio comunale ieri mattina era già rimbalzata la protesta degli abitanti. Dal M5S Stella Sorgente, Lucia Grassi e Luca Vecce hanno ribadito che «i residenti denunciano con forza maleodoranze insopportabili dal rio stombato, che sembra essere una fogna a cielo aperto, segnalando che le istituzioni non sono attive nei monitoraggi, nonostante le tantissime sollecitazioni».

Il sindaco Luca Salvetti, accanto all’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello, ha risposto che «faremo una commissione su questo», annunciando per stamani un «tavolo di confronto con Genio civile, Arpat e Asa per gli interventi da fare: Asa è già intervenuta per scoprire eventuali scarichi abusivi ed eliminare il problema». «Sia chiaro – ha concluso – che quando si è stombato un fiume, non si può più tombare». —

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