Cinquecento identikit per dire chi siamo

Nel “Dizionario dei livornesi” di Elisabetta Arrighi i tanti volti di chi ha reso così speciale e straordinario il nostro territorio

Sono oltre cinquecento nomi ed è attraverso questi che si racconta un territorio. Livorno e la sua provincia, isole comprese naturalmente. Oltre cinquecento persone che confidano all’autrice le loro storie, la loro vita, il loro lavoro, i loro sogni. Molte lo fanno in prima persona, altre attraverso un’attenta ricerca di materiale d’archivio. E comunque, tutte insieme, queste persone compongono un affresco corale che “fotografa” un territorio dove – come si legge anche nelle note del volume – si alimenta il “genius loci” labronico.

Dalla cultura allo sport, dall’imprenditoria alla politica, dal mondo della scuola alla ricerca scientifica, dal commercio alla viticoltura... spaziano in questi ambiti, ma anche in tanti altri settori, i nomi dei personaggi che la giornalista Elisabetta Arrighi ha inserito nei due volumi – accompagnati dalla bella prefazione di Stefano Tamburini, direttore del Tirreno – che compongono il “Dizionario dei livornesi” (Editoriale Programma, pagine 271+271, ciascuno dei quali in vendita con Il Tirreno a 9,90 euro più il prezzo del quotidiano). La prima uscita in abbinamento facoltativo con il quotidiano sarà domani e comprende i cognomi dalla A alla L, la seconda il 25 giugno per quelli dalla M alla Z.


«È stato un lavoro complesso e non nascondo che il lungo periodo della pandemia, con i lockdown e le conseguenti restrizioni, non ha certamente aiutato. Soprattutto ha in molti casi impedito la possibilità del colloquio diretto, faccia a faccia, con le persone. Il dizionario si è comunque nutrito giorno dopo giorno delle biografie di questi livornesi che rappresentano senza dubbio solo una piccola parte di coloro che possono essere definiti personaggi. Impossibile indicarli tutti. Ma lo spirito con il quale mi sono dedicata alla stesura dei testi – racconta l’autrice Elisabetta Arrighi – è stato quello di fornire al lettore un’immagine il più possibile aderente alla realtà quotidiana di coloro che lavorano, producono, creano. Per cui attraverso le storie delle oltre cinquecento persone citate si vuole rendere omaggio anche tutte le altre che ogni giorno fanno grande, con le loro azioni, questo nostro territorio».

il progetto

L’impostazione del Dizionario nasce dalla constatazione di alcuni dati di fatto: «Quando grazie al Tirreno è nata l’idea di questo progetto editoriale, la prima cosa che ho fatto – prosegue Elisabetta Arrighi, già cronista e poi vicecapo-cronista del Tirreno, quindi inviato e infine responsabile delle pagine di cultura società e spettacoli – è stata quella di guardarmi intorno e scrivere su un quadernino i nomi dei personaggi che, a mio giudizio, dovevano fare parte di questo “Dizionario”. Ed è stato scrivendo questi nomi che ho trovato il vero fil rouge dell’opera. Ovvero annotavo nomi e cognomi e mi rendevo conto che, molto spesso, il “genius loci” era appannaggio di famiglie in cui, magari in ambiti diversi, si distinguevano l’avvocato e l’attore, il politico e l’economista, l’avvocato, la manager e la studiosa di semiotica, il campione di vela e il genio della fisica, l’ambientalista e lo scrittore... e poi vere e proprie “dinastie” di imprenditori, professionisti e sportivi. Senza tralasciare gli ultimi discendenti di personaggi che hanno fatto la storia nazionale. Il lavoro di ricerca e scrittura è così diventato sempre più appassionante ed ha avuto come risultato questo corposo “Dizionario dei livornesi”».

in ordine alfabetico

Come detto, le biografie si snodano seguendo un ordine alfabetico e molto spesso, come il lettore potrà verificare direttamente sfogliando le pagine dei due volumi, i personaggi nascono altrove per poi diventare livornesi a tutti gli effetti, grazie ad una delle caratteristiche di questo territorio, quella dell’accoglienza fin da quando le leggi Livornine emanate alla fine del Cinquecento dal granduca Ferdinando I de’ Medici aprirono le porte a genti provenienti da ogni dove per popolare la città e favorirne lo sviluppo economico, offrendo in cambio la possibilità di costruirsi una vita senza impedimenti di razza, lingua o religione.

Nella stesura del progetto editoriale si è reso anche necessario il ricorso ad appendici. Come quella che riguarda i cosiddetti “cervelli in fuga”: giovani studenti e laureati nati e cresciuti a Livorno o in provincia che per far valere i loro eccellenti curricula sono stati costretti a emigrare, spesso in Gran Bretagna e Usa, per poter proseguire ricerche scientifiche di valore planetario.

i nomi del vino

Un’altra importante e corposa appendice è quella che riguarda le donne e gli uomini del vino, ovvero viticoltori da generazioni oppure giovani emergenti che hanno portato i vini prodotti in provincia di Livorno a conquistare fama mondiale. Un centinaio di nomi e di storie radicate a Bolgheri, Castagneto, in Val di Cornia, nelle terre che un tempo furono degli Etruschi (che nel nostro dna hanno di sicuro lasciato tracce di grande genialità), all’Elba, a Capraia e in Gorgona, l’ultima isola carcere dove proprio la vite e il vino sono diventati motivo di riscatto sociale per i detenuti.

Oltre 500 nomi, quindi, ma anche oltre 500 pagine in due libri. Da sfogliare con un pizzico di curiosità per conoscere e conoscerci meglio. —

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