Contenuto riservato agli abbonati

Primario licenziato dall’Asl: «Ora deve restituire mezzo milione di euro»

L’ex primario di Radiologia Dante Tagliaferri

Livorno, al termine di una vicenda lunga più di 22 anni la Cassazione ha dato ragione all’azienda sanitaria. Ecco chi è il medico

LIVORNO. Ventidue anni e qualche mese. Tanto è durata la battaglia legale tra l’Asl e l’ex primario di radiologia Dante Tagliaferri, oggi 76 anni. La parola fine a questa odissea l’ha messa nei giorni scorsi la corte di Cassazione che ha depositato le motivazioni con cui dà ragione all’azienda. Che adesso dovrà essere risarcita dei soldi versati al medico dopo la prima sentenza d’appello che gli aveva dato ragione. Si tratta di 567 mila euro, vale a dire «la retribuzione che l’ex primario avrebbe maturato dal primo aprile 2005 al 31 agosto 2010, giorno in cui ha raggiunto l’età pensionabile». Spiega l’avvocato Vito Vannucci che con i colleghi Riccardo Del Punta e Ilaria Pagni ha curato gli interesse dell’azienda ospedaliera: «Confidiamo che il medico restituisca la somma, altrimenti faremo una causa ad hoc».

La storia comincia nel maggio 1999 quando l’allora direttore generale dell’Asl Massimo Scura notificò a Tagliaferri (che per questo lo ha denunciato prima di essere assolto), attraverso una raccomandata, l’avvio del procedimento di risoluzione del rapporto di lavoro. «Si è compromesso il rapporto di fiducia e di fedeltà tra il professionista e l’azienda», fu la motivazione. Secondo l’Asl, il primario aveva fornito dichiarazioni non veritiere in merito all’attivazione della Tac all’Elba l’8 aprile del 1999.


Quel giorno un collega in servizio all’unità diretta da Tagliaferri avrebbe dovuto recarsi a Portoferraio per far funzionare la nuova apparecchiatura, cosa che però non avvenne perché nessun medico si presentò sull’isola. Alla richiesta di spiegazioni da parte della direzione, Tagliaferri fornì un resoconto ritenuto dall’azienda ben diverso dal reale andamento dei fatti. Da qui la compromissione del rapporto di fiducia. Il licenziamento avvenne solo nel 2001 poiché la normativa contrattuale prevede l’audizione dell’interessato, e l’audizione del primario ci fu solo il 24 gennaio 2001 dopo un lungo periodo di malattia di Tagliaferri.

Quando il 14 settembre 2001 Scura firmò il provvedimento, i legali del primario presentarono ricorso e il giudice del lavoro ordinò il reintegro. Alla base della sentenza l’assenza del parere, in merito al licenziamento, da parte del comitato di garanti. Parere ritenuto dal giudice vincolante. Nel 2005 però un altro giudice revocò l’ordine di reintegro firmato dalla collega e scattò il licenziamento. Il tribunale di Livorno successivamente respinse la domanda dei legali di Tagliaferri per ottenere l’accertamento di illegittimità del procedimento ritenendola tardiva. Richiesta che invece ha ritenuto fondata la Corte d’Appello.

«Questa versione dei fatti – passata già una volta in Cassazione e poi di nuovo in Appello – è stata ora interamente smentita anche dalla Giurisprudenza del Lavoro, che ha confermato – spiegano ora dall’Asl – la correttezza del licenziamento per la rottura del rapporto fiduciario a causa del comportamento tenuto dal medico» —

© RIPRODUZIONE RISERVATA