Va in pensione la vecchia ciclabile: in via di Salviano corsia sulla strada

Cambia il senso di marcia per le bici, restano i parcheggi ma non più nel mezzo. Via del Risorgimento da migliorare 

LIVORNO. Era stato annunciato dalla giunta. Il cambiamento è arrivato. Ora bisognerà attendere la reazione degli automobilisti e dei ciclisti. E capire come saranno assorbiti i cambiamenti. Spalle a piazza Damiano Chiesa, la serie di linee bianche tratteggiate sull'asfalto di via di Salviano corre dritta lungo il lato destro della carreggiata. La vecchia e tanto discussa corsia sull'altro lato, quella che permetteva agli utenti delle due ruote di percorrere la strada in senso inverso passando tra il marciapiede e le auto in sosta, quella che era stata chiusa e transennata fino al 31 dicembre permettendo ai locali di mettere i clienti fuori sfruttando il suolo pubblico gratuito, quella corsia ciclabile non esiste più. E sparisce anche l’effetto del parcheggio in mezzo alla strada.

La carreggiata è quindi più larga (la corsia è promiscua, vale a dire che – se non ci sono le bici – le macchine la possono utilizzare), e questo è un aspetto positivo. «Lo apprezziamo, era l’ora», dicono alcuni commercianti. Ma c’è la preoccupazione che alcuni problemi rimangano: si sono solo spostati insieme alla ciclabile. E qui la ciclabile c’entra poco. Posteggi da entrambe le parti in sosta selvaggia con auto e furgoni in doppia fila o in diagonale, autobus costretti a fare lo slalom e ambulanze che non sanno a che santo votarsi; e tutti, inesorabilmente, che "sconfinano" tagliando la strada al ciclista illuso che le strisce lo tengano al riparo.


E basta aspettare qualche minuto per vedere chi – nonostante a terra ci sia disegnata una grande bicicletta bianca con tanto di freccia puntata "in su" per indicare chiaramente il senso di marcia – "scende" contromano, in sella alle due ruote o anche in monopattino.

Arrivati in fondo alla ciclabile si può svoltare a destra in via Carlo Lorenzini, proseguire dritti rimanendo sempre su via di Salviano, oppure girare a sinistra in viale del Risorgimento; manovra non semplice quando si proviene da una corsia che è tutta sulla destra rispetto all'incrocio, con un livello di difficoltà che scala vertiginosamente in base al colore del semaforo. Sul viale del Risorgimento si trova poi, come promesso dal Comune, un altro tratto di ciclabile, anche qui correttamente sul lato destro della carreggiata.

Partendo in _pole position_ dallo Stop di via di Salviano lo si imbocca bene (non c'è un collegamento diretto) e, anche perché non ci sono più gli stalli per motorini davanti al cinema, scorre altrettanto; almeno ora che siamo in estate, poi si vedrà se i livornesi lo rispetteranno come con il divieto di sosta ogni mattina per quasi 10 mesi all'anno all'ora della campanella delle scuole Rodari. Ma il vero pericolo è in agguato alla fine dei 230 metri di strada. All'estremità della corsia ciclabile non ci sono Stop o precedenza, quindi in teoria si può proseguire dritti nella rotatoria. Ma siamo sempre "costretti" tutti sulla destra, dando così agli automobilisti distratti l'impressione che si voglia girare in direzione di via Pannocchia, e quindi la convinzione di poterci superare da sinistra al centro del rondò, cioè là dove ci stiamo in realtà dirigendo. «Non sapevo nemmeno che ci fosse quel tratto (viale del Risorgimento, ndc) e non sapevo che avrebbero fatto la ciclabile in via di Salviano.

L'assessora Giovanna Cepparello mi aveva detto che dovevano fare un collegamento per le bici lungo via Anzillotti, per unire Esselunga e il Ccn; se lo faranno ben venga», confessa Silvia Cecchetti, presidente del Ccn Colline, al "comparire" della nuova corsia davanti al suo negozio; e poi aggiunge: «Fra i commercianti con i quali ho parlato c'è chi comunque la vede in senso positivo e chi come il fumo negli occhi, 50 e 50. Per me è positiva perché dovrebbe dare un ordine alla circolazione; poi sta a tutti noi rispettare le regole, e tutti siamo ostici».

E sulla questione della sosta selvaggia conclude: «In via di Salviano devono venire solo i clienti, la sosta a pagamento era stata pensata per quello. Ma forse da più di un anno, anche prima del Covid, non è più venuto nessuno a controllare». —

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