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Basket Livorno, undici a processo tra manager e professionisti: ma il fallimento è del 2014 

Da sinistra Fabio Del Nista, ex assessore al bilancio del Comune di Livorno, Valterio Castelli, ultimo presidente di Basket Livorno e Antonio Tamalio uno dei membri del Cda

A distanza di quattordici anni dai presunti illeciti si è aperto il dibattimento. L'accusa nei confronti di tutti è quella di   bancarotta fraudolenta

LIVORNO. Nel 2007 quando sarebbero iniziati i trucchetti nei bilanci che hanno portato Basket Livorno, ultima società di pallacanestro livornese a partecipare a un campionato di serie A, al fallimento dichiarato nel 2014 con un buco di oltre due milioni di euro, i tre giudici che oggi compongono il collegio che deve accertare le responsabilità degli undici imputati, frequentavano ancora l’università. Lo stesso vale per il pubblico ministero che rappresenta l’accusa. Ma per dare il senso di una giustizia se non tardiva, certamente lenta, tanto che il reato di bancarotta fraudolenta che viene contestato sarà prescritto nel 2024, basta ricordare che la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio già quattro anni fa. Se non bastasse ecco che cosa facevano allora e cosa fanno oggi le persone coinvolte. Fabio Del Nista, ad esempio, era assessore al bilancio del Comune di Livorno nella giunta Cosimi, dopo ha guidato Asa per una decina di anni e adesso si gode la pensione. Valterio Castelli, ultimo presidente di Bielle, a 68 anni, è ancora un imprenditore di successo tanto da competere con i colossi della distribuzione nonostante qualche grattacapo con la giustizia. Poi ci sono gli allora componenti del consiglio di amministrazione Antonio Tamalio e Vasco Suggi, la liquidatrice Anna Lisa Mazzola. E i membri del collegio sindacale: Fabrizio Giusti, Stefano Fantoni, Tommaso e Paolo Freschi, Marco Innocenti e Cristiana Salvi, moglie dell’allora vice presidente Fabrizio Tofanicondannato in abbreviato a due anni e otto mesi nel marzo 2018, e unica imputata ieri in aula.



Le accuse

Secondo gli investigatori, per tre anni (2007, 2008 e 2009), chi amministrava la società a partecipazione pubblica (il Comune aveva una quota attraverso la Livorno Sport) avrebbe alterato i bilanci con fatture sprovviste dei requisiti facendo così lievitare i debiti. L’obiettivo? Coprire le perdite della società evitando ai soci maggiori esborsi per ripianare il debito milionario facendo risultava perdite di poco meno di 400mila euro.

Il bilancio 2007

Sono tre le fatture dalle quali parte l’ipotesi d’accusa per l’annualità 2006/2007. La prima di 100mila euro emessa alla Ecla spa, società ha ristrutturato il “Palazzo di Vetro”; la seconda di poco meno di 60mila euro alla ForumNet spa che all’epoca gestiva quello che oggi è il PalaModigliani, e l’ultima di una cifra simile emessa a Unicoop Tirreno. Tre mosse che avrebbero permesso di chiudere il bilancio con una perdita di 272. 317 euro invece di quella reale di 781. 870.

Il bilancio 2008


Lo stesso aggiustamento sarebbe stato compiuto l’anno successivo con le fatture farlocche emesse nei confronti della Delta spa per 250mila euro, della Td Group Spa per 150mila euro, nonché per le fatture da emettere per 360mila euro e spiccioli.

Il bilancio 2009

È l’anno successivo che il sistema – sostiene la Procura – fa un passo in avanti. Attraverso un’operazione fraudolenta. Per spiegarla è necessario tornare al 3 marzo 2009 quando il cda di Bielle delibera la cessione dei diritti di immagine alla Master Segnaletica Srl che a sua volta, il 20 marzo, stipula un contratto con Unicoop Tirreno per 180 mila euro di sponsorizzazione. Diciotto giorni dopo la stessa Master Segnaletica effettua un bonifico alla Egc Company srl (socia di Bielle gestita di fatto da Tofani) di 140mila euro. La settimana successiva il giro si conclude con l’emissione di un assegno della stessa cifra che dalla EGG finisce nelle casse di Basket Livorno.

«L’operazione – scriveva nella relazione finita agli atti il commissario giudiziale David Conti – è apparentemente neutra ma produce i seguenti risultati: Bielle scrive a bilancio un ricavo per cessione di diritti di immagine di 10mila euro, la Master incassa 180mila euro senza contabilizzare la fattura, occultando l’introito al Fisco e la conseguente rilevazione del debito Iva, la EGG incassa 170. 200, 40 euro da Master senza apparente giustificazione. Infine la EGG versa 140mila euro nelle casse di Basket a titolo di prestito/debito e pertanto, quale socio, formalmente adempie agli obblighi». —



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