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Tipografo livornese muore a 54 anni dopo il Covid. Il dolore della moglie: «Rimarrai sempre con me»

Ex dipendente del Tirreno, era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale pisano di Cisanello: «I polmoni erano ormai compromessi» 

LIVORNO. È morto a 54 anni dopo aver avuto il Covid. Perché i suoi polmoni, nonostante nell’ultimo mese e mezzo fosse guarito dal virus, erano ormai compromessi. Lutto nel quartiere della Rosa per la scomparsa di Marco Voliani, ex dipendente del Tirreno e attualmente tipografo per il Centro stampa Poligrafici di Capalle, in provincia di Firenze, dove si era trasferito a lavorare dopo la chiusura dello stabilimento livornese del Picchianti, nel quale ha operato (fino al ruolo di vice-caporeparto) dal lontano 1989.

Il cinquantaquattrenne, dal 15 aprile, era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale pisano di Cisanello e ha perso la vita poco prima delle 9 di ieri mattina per le gravi complicazioni dovute alla malattia, anche se «si era negativizzato», come spiegano dalla famiglia. Sarebbe dovuto andare in prepensionamento proprio in questi giorni, ma purtroppo non è mai uscito dall’ospedale, sebbene nelle ultime settimane avesse dato alcuni segni di miglioramento. «Ci siamo conosciuti quando eravamo a scuola – racconta la moglie Marina Cordano – e sono stata fortunatissima ad averlo incontrato. Era la mia anima gemella, la colonna portante della famiglia, e non lo lascerò mai. Rimarrà sempre con me».


Grande appassionato delle gare di moto, in particolare della MotoGp, Voliani era un super tifoso di Valentino Rossi. Sulla sua pagina Facebook non mancava di pubblicare fotografie con la sua “due ruote” in giro per la Toscana, una Triumph, anche se in passato ne aveva avute anche altre.

Oltre alla moglie, lascia i figli Sara ed Elia. Voliani era stato assunto giovanissimo nel centro stampa del Tirreno, al Picchianti, «due anni dopo essersi diplomato alle scuole superiori», ricorda la moglie. Era il 1989. Da allora, fino al 2010, aveva lavorato nei turni di notte, come vice-caporeparto della tipografia. Poi, fino al 2018, era stato spostato al turno mattutino, dove si occupava della parte successiva alla produzione del giornale. Dal maggio del 2019, invece, insieme ad altri sette colleghi era stato trasferito al Centro stampa Poligrafici di Capalle, a Firenze, riprendendo a lavorare la notte. Faceva il pendolare fra Livorno e il capoluogo toscano ed era molto stimato dai colleghi di lavoro. «Ha lavorato fino a prima di Pasqua – ricorda la moglie Martina – dopodiché è stato contagiato dal coronavirus e a metà aprile è stato ricoverato in terapia intensiva. Il Covid, purtroppo, ne ha compromesso i polmoni ed è stata la causa iniziale di tutti i suoi problemi, anche se da un mese e mezzo si era negativizzato».

Da stamani la salma di Voliani si trova alla camera ardente della cappella mortuaria del cimitero della Misericordia di viale Boccaccio, mentre domani alle 9.30 alla chiesa di San Martino, nel quartiere di Salviano, si terrà l’ultimo saluto con una messa. Poi, come suo desidero, verrà cremato. Alla famiglia giungano le condoglianze da parte dei giornalisti, dei poligrafici e di tutti gli amici del Tirreno. —



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