I carabinieri celebrano la Festa dell’Arma: «Al fianco dei cittadini grazie a 27 stazioni»

Due carabinieri nel quartiere della Venezia

Livorno: deposizione della corona ai caduti oggi col prefetto Paolo D’Attilio. Niente cerimonia a causa dell’emergenza coronavirus

LIVORNO. Anche a Livorno il 5 giugno i carabinieri celebrano il 207° annuale della fondazione dell’Arma. «Per le misure di contenimento della pandemia – spiegano dal comando provinciale, guidato dal colonnello Massimiliano Sole – non si svolgerà la tradizionale cerimonia militare con lo schieramento dei reparti in armi alla presenza delle autorità, dei familiari delle vittime del dovere e dei rappresentanti dell’Arma in servizio e in congedo. Ma nella mattinata, alla presenza del prefetto Paolo D’Attilio, verrà deposta una corona d’alloro alla lapide commemorativa dei caduti all’interno della caserma “generale Giuseppe Amico”».

La ricorrenza sarà comunque «l’occasione per rinsaldare la convinta adesione ai valori fondanti dell’istituzione. Dalla sua creazione l’Arma, sin dai minori livelli ordinativi e ovunque sul territorio nazionale, ha rappresentato la più immediata espressione della prossimità dello Stato ai cittadini, dimostrandosi ancora una volta concreta interprete di quel ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione».


Anche nel perdurare dell’emergenza pandemica «un contributo prezioso è stato offerto dall’Arma: straordinario è stato l’impegno dei carabinieri di Livorno nel corso dell’emergenza sanitaria, chiamati non solo a vigilare sull’osservanza delle misure di contenimento del contagio da coronavirus, a concorrere alle necessarie attività di sostegno alla popolazione ma anche a svolgere le quotidiane attività di prevenzione e di contrasto alla criminalità».

Nel riepilogare le operazioni dell’ultimo anno, il comando provinciale ricorda la “Geppo-Calatruria” dello scorso 15 aprile «grazie alla quale il nucleo investigativo di Livorno e la sezione anticrimine di Firenze hanno disarticolato una proiezione operativa in Toscana della cosca ‘ndranghetista Gallace, originaria di Guardavalle (in provincia di Catanzaro). «Sono state arrestate 16 persone ritenute responsabili a vario titolo – proseguono i carabinieri – di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, illecita concorrenza con violenza e minaccia, subappalto irregolare, nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale, il tutto aggravato sia dal metodo mafioso che dall’avere agevolato la cosca Gallace».

Nello stesso contesto il personale dell’Arma ha riscontrato «ipotesi di reato in materia di smaltimento illecito di rifiuti e inquinamento ambientale, anch’esse aggravate dall’agevolazione mafiosa, che hanno interessato il distretto conciario pisano».

In provincia di Livorno i carabinieri dispongono di 27 stazioni territoriali, «alle quali si aggiungono i presidi della componente forestale e contribuiscono alla tutela di interessi collettivi attraverso l’impegno dei reparti specializzati».