Protezione civile, quattro anni dopo l'alluvione arriva il piano del Comune di Livorno  

Chiuso il percorso partecipativo, ecco il via libera della giunta. Il sindaco: «Importanti novità anche per il rischio sanitario»

LIVORNO. Sono passati quasi quattro anni dall’alluvione che il 10 settembre del 2017 ha messo in ginocchio la città. Tantissime polemiche hanno accompagnato quella tragedia che è costata la vita a otto persone: polemiche politiche, come quella che all’indomani si accese tra Comune e Regione (all’epoca di segno politico diverso) sul colore dell’allerta (arancione e non rossa) e anche polemiche di carattere amministrativo, come quella sul nuovo piano di protezione civile, mai fino a quel momento arrivato per la votazione sui banchi del consiglio comunale e poi di fatto superato.

Ora il faldone c’è: ci sono voluti quattro anni – gli ultimi due dell’amministrazione M5S e i primi due dell’amministrazione di centrosinistra – ma venerdì sindaco e assessori hanno adottato il nuovo piano di protezione civile del comune, costruito nel frattempo sulla base di un bando. Il primo ok ufficiale è arrivato a conclusione del percorso partecipativo avviato nel dicembre scorso: ora starà al consiglio comunale discuterne e dare il via libera definitivo.


La giunta lo ha annunciato con una nota, ricordando che il piano per il momento ancora in vigore era stato approvato con la delibera 143 del 16 novembre del 2011, ovvero dieci anni fa. Anche se va detto che nel frattempo, anche negli ultimi due anni, è stato integrato e aggiornato.

Per l’affidamento del servizio di revisione del piano, nei mesi dopo l’alluvione era stata avviata una procedura a evidenza pubblica, che si è poi conclusa con l’affidamento all’associazione temporanea di imprese costituita tra la capogruppo Nier Ingegneria Spa e la mandante Ecometrics Srl (atto numero 10625 del 6 dicembre 2018). Nel gennaio del 2020 l’Ati ha presentato una prima versione della proposta di nuovo piano.

«Immediatamente – dice oggi il sindaco Luca Salvetti – ci siamo attivati per sottoporre la proposta alle opportune verifiche di congruità delle previsioni contenute nel piano, anche grazie al gruppo di lavoro costituito dalla nostra protezione civile. C’erano infatti – continua – molteplici esigenze da salvaguardare: quella di assicurare la piena corrispondenza con i nuovi scenari ambientali di riferimento e con la relativa normativa nazionale e regionale, la necessità di integrare ulteriori tematiche quali il rischio chimico industriale al di là della “normativa Seveso”, la necessità di provvedere alla sostituzione della base dati cartografica e all’integrazione dell’analisi del rischio idrogeologico a seguito dell'aggiornamento della perimetrazione delle aree a rischio frane a opera dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale». Altro aspetto che definisce «fondamentale» è quello sanitario: «In seguito all’emergenza covid, l’amministrazione comunale ha messo in atto, tramite le forze che costituiscono il sistema di protezione civile, innumerevoli iniziative a sostegno della cittadinanza, quali l’attività di informazione volta alla prevenzione dei contagi, la consegna della spesa ai cittadini in quarantena, il confezionamento e la consegna di mascherine, che hanno fatto capire quanto fosse importante che, tra i rischi di protezione civile da trattare nella proposta di piano, dovesse essere ricompreso anche il rischio sanitario».

In base a questi indirizzi, stando a quanto riferisce la giunta, alla fine dello scorso anno l’associazione temporanea di imprese vincitrice del bando ha presentato la nuova proposta di piano, «consentendo l’avvio del percorso partecipativo che si è concluso lo scorso 8 febbraio».

L’ufficio di protezione civile ha fatto sapere di avere fatto un’istruttoria sulle osservazioni arrivate e sulla base delle indicazioni accolte l’Ati il 6 maggio ha consegnato la proposta di piano definitiva, adottata venerdì dalla giunta comunale. Va detto che a ieri pomeriggio gli atti rivisti e corretti risultavano firmati dalla giunta ma non ancora pubblicati sulla rete civica per la consultazione. C’è quindi da capire quali sono nel dettaglio le eventuali modifiche alla prima bozza e, soprattutto, le procedure che i livornesi e gli addetti ai lavori dovranno seguire ad esempio in caso di emergenza, al di là della relazione generale circolata qualche mese fa.

Il nuovo piano – scrivono dal municipio – sarà presentato «quanto prima» in consiglio comunale per l’approvazione e «trasmesso alla Provincia e alla Regione per eventuali ulteriori osservazioni». «Si tratta – assicurano – di un piano al passo con i tempi, che tiene conto della nuova normativa del settore, dell’aggiornamento e adozione degli strumenti di programmazione e pianificazione da parte dell’amministrazione comunale e degli enti sovraordinati, dei cambiamenti climatici e del rischio epidemiologico». —

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