«Libertà, libertà...», in tanti alla Terrazza Mascagni senza la mascherina per il “No paura day”

Manifestazione a Livorno: contestate le misure anti-covid. «Non siamo negazionisti è chi ci governa che ci sta negando i diritti costituzionali»

LIVORNO. Quando l’avvocato Edoardo Polacco ha chiuso la sua trasferta livornese gridando al microfono «siamo una grande famiglia e un giorno saremo un grande governo», la piazza ha risposto con il coro: «Libertà, libertà...». In tanti domenica pomeriggio si sono riuniti alla Terrazza per partecipare al “No paura day”: una manifestazione che con lo stesso nome ma con organizzatori e programma diversi ha già fatto parlare di sé in altre città, dalla Bergamo martoriata dal covid fino a Belluno, dove sono piovute le sanzioni per mancanza di mascherine e assembramenti. Anche alla Terrazza non tutti, ma sicuramente tanti si sono presentati ad ascoltare senza indossare la mascherina, come raccontano foto e video che stanno facendo il giro del web.

Ma di che evento stiamo parlando? Non provate a chiamarli negazionisti che si infuriano e minacciano querele. Certo contestano molte misure anti-coronavirus. «Il covid 19 esiste, non siamo negazionisti», premette Davide Schiatti, livornese di adozione, uno degli organizzatori. «Perché “No paura day”? Perché la paura oggi è il nemico numero uno, più del virus. Ci sono atteggiamenti su cui gli psicoterapeuti potrebbero scrivere libri, a partire dai suicidi. Un buon padre di famiglia deve rassicurare, invece lo Stato non lo ha fatto». Detto in soldoni, quello che gli organizzatori criticano è la gestione della pandemia. E con sfumature diverse, i presenti si scagliano contro quelle che definiscono «libertà violate», contestando molte misure: dal coprifuoco alle attività economiche chiuse, fino anche all’uso della mascherina. Così non è un caso che in tanti se ne freghino dell’obbligo di indossarla. «Nei giorni scorsi – dice l’organizzatore – abbiamo fatto una riunione in questura. Poi nel corso della manifestazione ho fatto vari annunci al microfono per il distanziamento. Detto questo, l’uso della mascherina resta discutibile all’aperto. Dopo la festa dell’Inter, allora? Dovremmo avere gli ospedali pieni».


Per provare a spiegare al Tirreno come nasce il “No paura day” risponde con una serie di domande: «È scuola questa? Lei cosa pensa? La scuola non è più scuola». Oppure: «Cosa c’entra il coprifuoco con la gestione sanitaria? Cosa dobbiamo dire ai nostri adolescenti?». E: «Perché hanno distribuito i vaccini a tutte le categorie, anziché finire prima i più deboli?». «Siamo persone qualunque – ripete – che non si ritrovano in tutto quello che viene raccontato: commercianti, avvocati, medici. Non ci va di essere etichettati».

Meno diplomatico e molto applaudito sul palco, con un intervento quasi politico, l’avvocato Polacco: studio a Roma, sul web si autodefinisce «avvocato penalista al servizio del cittadino violentato dallo Stato» e «presidente del Movimento iostoconlavvocatopolacco». Senza mascherina, al microfono esordisce così: «Festeggeremo presto la liberazione dell’Italia da questi usurpatori. Sì, io sono un complottista, sto complottando con il popolo italiano per cacciare il governo». Dice frasi come queste: «Ma è mai possibile che non ci sia un governante che si è ammalato di covid? Si sono ammalati e dopo una settimana sono usciti. Ma allora è un covid razzista, che alle 19 aggredisce i giovani e se prendi un aperitivo ti aggredisce due volte». E ancora: «Noi non siamo per la disobbedienza, siamo per l’obbedienza alla Costituzione. Loro sono i negazionisti della Costituzione. Sono attaccati alla poltrona e vogliono solo i grandi soldi delle vaccinazioni». Oppure: «Astrazeneca non sanno dove metterla e la metteranno nelle vene delle forze dell’ordine» e «quella della mascherina è una truffa, ce la mettiamo solo quando ci obbligate negli edifici pubblici, perché serve a poco». Per aggiungere: «Attaccano il comparto sanità dicendo “o vi vaccinate o vi cacciamo”, anche il lavoro vogliono togliere». Ce n’è pure per i giornalisti: «Dato che domani scriverete che eravamo pochi negazionisti, siamo 1.400 e se ci dite negazionisti vi quereliamo. Ditelo che siamo i complottisti del futuro, perché complottiamo per cacciare il governo».

Tra i relatori (gli organizzatori parlano di 500-1.000 presenze) anche la giornalista Angela Camuso, il saggista Leonardo Facco, l’anestesista Tiziana De Felice e Alberto Rossi, medico pneumologo, ex sindaco di Fauglia e ufficiale medico in pensione. Nell’aprile del 2020, in piena prima ondata, si è offerto in forze all’ospedale di Piacenza, a meno di 20 chilometri da Codogno, dove tutto è cominciato. «Ho portato la mia esperienza sottolineando che il covid può essere combattuto adeguatamente con le terapie domiciliari e se c’è stato un ricorso agli ospedali è perché purtroppo questo non è avvenuto». Cosa dice dei tanti intorno ad applaudire senza protezioni? «Certo non posso rispondere dell’ordine pubblico: c’erano poliziotti e carabinieri, probabilmente hanno ritenuto che non ci fosse il problema che viene rappresentato». —



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