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Morta in mare a 49 anni davanti al Boccale: la ricostruzione della tragedia e le indagini

Nella foto a sinistra (foto dei vigili del fuoco) i soccorsi di pompieri, guardia costiera, Misericordia di Montenero e Svs. A destra una foto di Simona Neri, morta a 49 anni

Livorno: Simona stava facendo una lezione di sub con un'amica e un istruttore. La guardia costiera ha sequestrato l'attrezzatura

LIVORNO. Amava talmente tanto il mare che aveva deciso di esplorarne i fondali, prendendo lezioni da un suo amico istruttore subacqueo. Gli scogli di Castel Boccale, come il lungomare, erano i suoi luoghi del cuore. Ed è lì, purtroppo, che ieri mattina è morta durante un’immersione insieme al suo maestro, forse a causa di un’embolia. È una tragedia quella che ha spezzato la vita di Simona Neri, 49 anni da compiere l'11 maggio, segretaria del negozio “Facile Ristrutturare” di via Fagiuoli e sommelier della Fisar, la Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori.

LA DINAMICA


Sono quasi le 10.30 di domenica 9 maggio quando Simona – insieme al suo istruttore e a un’amica anestesista dell’ospedale – va sott’acqua con la muta e la bombola. I tre sono arrivati via terra e si immergono a 4-5 metri di distanza dalla scogliera. Non hanno una barca di appoggio, visto che sono arrivati in auto. E all’improvviso, mentre stanno esplorando i fondali, la quarantanovenne si sente male. Riesce a risalire in superficie, continua a respirare. Il maestro si rende conto che c’è qualche problema: la aiuta a rimanere a galla, si sbraccia, chiede aiuto. Dalla scogliera un uomo che sta prendendo il sole lo vede e chiama il 112. Nel frattempo, mentre l’istruttore cerca in qualche modo di rianimarla in acqua, con un canotto Simona viene portata sulla scogliera e l’amica anestesista inizia le manovre rianimatorie e la respirazione artificiale, visto che la donna è in arresto cardiaco.

I SOCCORSI

Le prime telefonate sono confuse. Parlano di un sub in difficoltà, non di una persona in arresto cardiaco. In ogni caso, con le poche notizie a disposizione, la sala operativa dell’ospedale invia sul posto la Misericordia di Montenero, con i volontari e l’infermiera del 118 di turno sull’ambulanza che scendono a piedi dalla strada del Romito e proseguono il massaggio cardiaco. Si tenta di tutto per salvare la quarantanovenne: non ultimo il defibrillatore. Poi arriva la motovedetta della guardia costiera con a bordo il medico della Svs, che con l’infermiera prosegue i soccorsi intubando la subacquea e tentando di rianimarla per altri 40-50 minuti. In supporto ci sono anche i carabinieri, i vigili del fuoco con una squadra dalla caserma di via Campania e il nucleo sommozzatori, oltre all’elisoccorso Pegaso di Massa che purtroppo, dopo essere arrivato sopra Castel Boccale, riparte vuoto alla notizia della morte di Simona.

LO STRAZIO

Appassionata di animali (in particolare dei pappagalli, che ospitava numerosi nella sua casa di Antignano) Simona era molto conosciuta in città. Originaria di Imperia, in Liguria, abitava a Livorno come la madre e la sorella, che ieri sono arrivate subito a Castel Boccale. La notizia della morte della quarantanovenne, grande appassionata anche di fotografia, si è subito diffusa fra i colleghi di lavoro e gli iscritti Fisar, che sono in lutto e la conoscevano benissimo, visto che era una delle iscritte più attive della sezione livornese.

LE INDAGINI

Per l’inchiesta – coordinata dal sostituto procuratore Massimo Mannucci – è stata delegata la guardia costiera, con i militari che hanno sequestrato la bombola e l’attrezzatura usata dalla donna e ascoltato i testimoni dell’accaduto. Il pubblico ministero ha poi dato l’ok alla rimozione della salma, trasferita dalle onoranze funebri della Svs – dopo il trasporto via mare al moletto di Antignano – alla camera mortuaria dell’ospedale sotto sequestro.