Contenuto riservato agli abbonati

Via Grande, il restauro è in lista d’attesa dopo undici anni si riparte con i concorsi

Il Comune ha firmato l’intesa con l’Ordine degli architetti: metterà in piedi due gare per la progettazione. E il tempo passa...

Livorno. È il 4 marzo del 2010 quando Il Tirreno, a pagina 2, titola così: “35 idee per ridisegnare il centro”. Quelle 35 idee – di fatto 35 progetti, 13 dei quali accompagnati da planimetri e plastici – sono il primo risultato del concorso che il Comune guidato dal centrosinistra di Alessandro Cosimi ha lanciato in città per ridisegnare il volto del centro. Soprattutto della sua via maestra, via Grande, che non a caso dà il nome al progetto: “Pensiamo in Grande”. Partecipano in tanti, tra stravaganza e concretezza: tra chi (alcuni residenti) immagina una monorotaia anti traffico tra piazza della Repubblica e i Quattro Mori e chi disegna coperture trasparenti tra un portico e l’altro, chiedendo nuovi pavimenti di marmo o in granito (questa idea era dell’associazione dei commercianti).

Come però è andata a finire lo sappiamo tutti: “Pensiamo in Grande” si è rivelato forse troppo grande e alla fine non ne se ne è fatto di niente.


Dopo avere vinto le elezioni nel 2014, anche la giunta M5S di Filippo Nogarin ha provato a metterci le mani con un progetto arrivato a un passo dai lavori: il problema è che la gara per dare nuova vita ai portici (1.150.000 euro per fare il primo lotto) è stata pubblicata solo in zona cesarini, tra il 2018 e il 2019. E quando la giunta di Luca Salvetti ha vinto le elezioni (giugno di due anni fa) ha bloccato tutto: colpa del grès che avrebbe dovuto sostituire la pavimentazione in palliadana, difesa a spada tratta in campagna elettorale dal centrosinistra e non solo (c’era una petizione da 600 firme).

Ora, a undici anni dal primo “Pensiamo in Grande”, il Comune si è messo a studiare un nuovo concorso. È vero, si dirà che quello di allora fu un bando di idee mentre quello futuro sarà un concorso di progettazione vero e proprio, pensato con l’ordine degli architetti. Sta di fatto che questa decisione testimonia che negli ultimi undici anni via Grande non è ancora cambiata di una virgola: anzi è invecchiata, come raccontano le colonne annerite e la pavimentazione a tratti sempre più imbarazzante.

Il Comune di fatto ripartirà da capo, o quasi, se si considera la procedura avviata nel frattempo per studiare i sottoservizi con scansione georadar. Come si legge nella delibera 174 approvata dalla giunta a fine aprile, il municipio ha messo in piedi un protocollo di intesa con l’Ordine degli architetti per «l’attivazione di iniziative di collaborazione e supporto finalizzate alla realizzazione del concorso di progettazione a due gradi per il restauro urbano di via Grande», compresi piazza Colonnella e il largo del Cisternino. In realtà, guardando agli atti, i concorsi saranno due, collegati tra loro: uno per ridisegnare via Grande e l’altro per riqualificare l’area dei mercati, tra via Buontalenti e piazza Cavallotti (delibera 169). Obiettivo dichiarato: «Valorizzare il centro consolidandone e ampliandone le potenzialità, in chiave commerciale, turistica, ma anche sociale, con un approccio orientato alla promozione di nuovi valori architettonici e urbani».

Ma perché un concorso di progettazione a due gradi? E come funziona? Negli atti si legge che questo tipo di strumento «consente di acquisire il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’opera e non solo un’idea progettuale» e allo stesso tempo «individua il professionista o il gruppo di professionisti da incaricare per lo sviluppo dei successivi livelli». Nel protocollo di intesa viene poi spiegato che il concorso aperto – nazionale o internazionale – vedrà una prima raccolta e selezione dei progetti, con la garanzia che a tutti gli ammessi alla seconda fase sarà corrisposto un premio. E che prima di scegliere il vincitore (con una giuria «composta da almeno cinque membri di chiara fama, di cui uno nominato dall’Ordine»), dovranno essere pubblicizzati con una mostra sia i progetti ammessi alla seconda fase che i primi dieci esclusi.

A breve il Comune dovrebbe dare il via al percorso, chiarendo tempi e risorse (per ora si legge che l’Ordine metterà a disposizione gratis i propri strumenti, come la piattaforma informatica). I più ottimisti tra gli architetti dicono che ci vogliono circa sei mesi perché una volta avviato un concorso di progettazione si arrivi ad affidare il lavoro. E via Grande ha sempre più fretta. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA