Al cimitero della Misericordia di Livorno centinaia di tombe vietate

Tra crolli, eterne transenne e tanti disagi che disastro al camposanto monumentale della città

LIVORNO. Loggiato monsignor Pio Alberto del Corona: “zona interdetta, vietato l’accesso”. Loggiato monsignor Sabatino Giani: c’è una fascetta bianca e rossa a interdire l’ingresso. Quadrato Mandic: tutto sbarrato.

Altro che eterno riposo al cimitero monumentale dell’Arciconfraternita della Misericordia. Purtroppo là dentro, tra via dell’Ardenza e viale Boccaccio, dove tra gli altri riposano celeberrimi come il grande maestro Pietro Mascagni e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di eterne ci sono tante, troppe transenne. Tante, troppe reti. Che da anni restano, piantate a terra, a interdire quasi duecento tombe.



Povero cimitero. Povere sepolture e ovviamente che strazio per familiari, amici e parenti che non riescono ad allungare un fiore ai loro cari.

Basta alzare la testa e guardarsi intorno per capire che i problemi in quel cimitero sono strutturali. In gioco c’è la sicurezza dei visitatori. Si vedono chiaramente parti che hanno subito crolli, intonaci sul punto di piombare giù. Il Tirreno in passato più volte ha fotografato la situazione. Raccogliendo le tante proteste di familiari che rivendicavano il loro diritto di poter andare a far visita ai loro cari. Passa il tempo, cambiano i commissari (al tempo c’era Domenico Mannino) ma la situazione sostanziale, aimé, è la stessa.



Con cartelli di “zona interdetta, vietato l’accesso” attaccati in giro un po’ in tutto il cimitero dell’ Arciconfraternita della Misericordia. E andando in giro spuntano pure cappelle trasformate in magazzino, altre tempestate dal guano di piccione o diventate cumuli di macerie come la cappella dedicata alla famiglia Banti, alla famiglia Tesei. Poco prima c’è un altro esempio di situazione fatiscente: è la tomba dedicata a Carolina Grabau, vedova Schvvartze, figlia di Carlo, personaggio di spicco nella Livorno dell’ 800, al quale fu dedicato anche l’ex asilo di via Galilei. Lei oggi riposa circondata da macerie. Per carità, sicuramente a queste tombe non andrà più nessuno, non ci saranno eredi né familiari: ma le condizioni in cui versano sono pessime. E degradanti per l’intero contesto. Il primo paradosso è che tutto è a vincolo monumentale, sotto l'egida della Sovrintendenza. Il secondo è che le persone pagano per un servizio del genere. Anche oggi le lamentele fioccano, come confermano dalla Misericordia stessa. Così come gli appelli e gli esposti anche all’amministrazione comunale affinché vigili sulla situazione. E non è una questione di manutenzioni ordinarie: è veramente complessa la situazione all’interno dello storico camposanto. Le due parti del cimitero, quella nuova con il quadrato mascagnano e quella monumentale di via dell’Ardenza sono collegate. Alcune parti sembrano cantieri aperti, con impalcature, pali, compensati in legno a protezione di soffitti malmessi. Per non parlare di quelle reti che in teoria dovrebbero interdire gli accessi ma che in alcuni casi vengono spostate. Per lasciare spazio per passare e andare alle tombe. È la forza della disperazione che si scontra con anni e anni di transenne e pericolo di crolli. —

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