Festa abusiva in hotel, il blitz della polizia e le "giustificazioni" dei 32 ragazzi. Le foto dello sballo

Livorno, gli agenti intervenuti nella notte dopo le segnalazioni dei residenti: «Lanciano bottiglie e bicchieri dalle finestre». All'interno dell'articolo le immagini

LIVORNO. Quello che è successo nella notte sabato e domenica 18 aprile all’hotel Giappone Inn, nella centralissima via Grande, lo raccontano i video e le foto che gli stessi partecipanti hanno pubblicato sui social in diretta e poi nelle ore successive.

Nelle storie si vedono ragazzini – in tutto ne sono stata identificati trentadue – con in mano birre e alcolici di varia natura. Pose da duri, musica a palla e camere sottosopra. Roba molto simile al clima che si respira – per età e situazione – durante una gita scolastica fuori controllo. Peccato che si sia trattato, a tutti gli effetti, di una festa abusiva per giovanissimi livornesi tra i sedici e i diciotto anni, con l’unico obiettivo di aggirare i divieti legati all’emergenza sanitaria che impediscono assembramenti tra non congiunti.


E molto probabilmente il piano sarebbe rimasto nascosto se – proprio come accade in gita – alcuni dei ragazzini che erano nell’albergo non avesse superato il limite e a un certo punto, poco dopo la mezzanotte, in preda ad alcol ed entusiasmo, non avessero iniziato a lanciare dalla finestra dell’hotel di tutto: bicchieri, bottiglie e vari oggetti. Materiale che è finito per strada facendo drizzare le antenne ai residenti. È così che sono partite le prima telefonate al centralino della questura: «Lanciano di tutto dalle finestre dell’hotel Giappone», hanno spiegato.

Poco dopo in via Grande ecco arrivare quattro agenti della polizia che prima cosa hanno cercato di capire che cosa fosse accaduto. Del loro ingresso nell’hotel c’è addirittura uno foto, poi pubblicata su Instagram, in cui uno dei partecipanti ha immortalato l’istante in cui l’agente ha scoperto quattro ragazzini mentre escono tranquillamente dall’ascensore per raggiungere la hall. Metà dei quali senza mascherina.

È proseguendo nel giro di controllo e consultando il registro delle presenze, che i poliziotti hanno scoperto che nei giorni precedenti erano state prenotate cinque stanze da altrettanti giovanissimi. In una hanno trovato cinque adolescenti, in un’altra dodici e così via. Qualcuno ha anche cercato di giustificarsi: «Andiamo tutti a scuola insieme», hanno detto. Una scusa che non ha evitato a tutti una multa di 400 euro ciascuno per aver infranto le norme anti-covid. Mentre per il titolare è partita una denuncia d’ufficio.

L'intervento della polizia (foto pubblicata su Instagram)

Alcuni dei partecipanti alla festa all'interno dell'hotel Giappone (foto pubblicata su Instagram)


I sei maggiorenni, dopo aver firmato il verbale, sono tornati a casa. Mentre per gli altri ventisei partecipanti, tra cui cinque ragazzine, sono stati chiamati i genitori. È attraverso i loro racconti che gli agenti hanno scoperto il sistema con cui gli adolescenti hanno raggirato anche mamma e babbo. «Nostro figlio – hanno raccontato uno dopo l’altro – ci ha detto che andava a dormire a casa di un amico». E l’amico ha raccontato la stessa scusa al contrario. E la festa è organizzata. —

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