«Alll'ippodromo Caprilli cavalli e cavalloni», in tre giorni arrivano 1.250 firme per la petizione

La sottoscrizione lanciata da alcune associazioni dopo lo stop al progetto delle onde da aprte dell'amministrazione comunale di Livorno: «Il sindaco ci ascolti»

LIVORNO. Bocciato – almeno per adesso – dall’amministrazione comunale – il progetto del parco delle onde all’interno dell’ippodromo Caprilli riparte dal basso. Con una petizione popolare aperta quattro giorni fa su Change.org, il portale più importante per questo genere di iniziative, indirizzata al sindaco di Livorno Luca Salvetti e al Comune. A lanciare la raccolta firme alcune delle principali associazioni di surf cittadine: Radical Factory, Sons of the Ocean, Centro Surf Tre Ponti e Sea Adventures Surf School. Inizialmente l’obiettivo era arrivare a mille adesioni, ma essendo stato raggiunto in quarantotto ore, l’asticella è stata alzata di cinquecento. Scrivono nel manifesto di presentazione gli organizzatori. «A seguito della bocciatura, da parte dell’amministrazione del Comune di Livorno, del progetto per la riqualificazione dell’ippodromo Caprilli mediante la realizzazione di uno wave park, il parco delle onde, per la pratica del surf, si è creata una protesta sui social alla quale il sindaco ha concesso la possibilità di dare ascolto».

L’obiettivo è chiaro: «In attesa dell’appuntamento per esporre le nostre ragioni, abbiamo deciso di lanciare questa petizione per presentarci con alle spalle un quadro dei consensi che questo progetto potrebbe raccogliere. Un grazie a tutti gli sportivi e amanti del surf che lasceranno una firma per poter coronare il sogno di una Nazione senza Oceano».


Giovanni Sambaldi, l’imprenditore legato a un fondo d’investimento che insieme all’architetto Paolo Monti aveva presentato il progetto di «Cavalli e cavalloni» al sindaco Salvetti adesso sta alla finestra, ma non nasconde l’amarezza. «Eravamo a un buon punto – dice – il nostro obiettivo era di avere tutte le autorizzazioni per poi avviare l’iter amministrativo che doveva essere comunque approvato dal consiglio comunale. Dopodiché sarebbe stato lanciato un bando europeo per l’assegnazione del progetto al quale avremmo partecipato anche noi ma senza avere la certezza di vincere. E ripeto: la nostra idea è quella di far convivere onda e corse dei cavalli».

Nei giorni scorsi Sambaldi ha avuto diversi incontri con alcuni rappresentati della maggioranza che sostiene il sindaco. «Con tutti – ammette – sono stato chiaro. Quando in giro si è saputo dello stop al progetto di Livorno sono stato contattato da alcuni privati che hanno terreni in comuni vicini e che metterebbero a disposizione il loro spazio per realizzare il parco delle onde che ogni anno, stando bassi con le stime, porterebbe circa 300 mila persone. A tutti ho detto che fino a settembre aspetterò quale direzione prenderà il progetto di Livorno. Se insomma si potrà portare avanti in qualche modo. Altrimenti guarderemo altrove. Non è un aut aut, ma non possiamo rischiare di rimanere a piedi. Soprattutto con il fondo che ci sostiene». —



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