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La rivincita del maresciallo ferito dall'accusa di violenza sessuale: «Abbandonato da tutti, viva la giustizia»

Dopo la lettura della sentenza l'ex comandante dell'isppettorato del lavoro di Livorno ripercorre quattro anni drammatici: «Rispetto chi ha indagato, gli unici a restarmi vicini sono stati i miei familiari»  

LIVORNO. Si asciuga le lacrime. Prende in mano il cellulare. Ma a fatica riesce a digitare s il numero di telefono da chiamare: «Assolto, mi hanno assolto», ripete. Federico Dati, 60 anni, maresciallo dei carabinieri ed ex comandante dell’ispettorato del lavoro di Livorno, aspettava questo giorno da quasi quattro anni, dal luglio del 2017, quando i suoi stessi colleghi gli bussarono a casa per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare con cui il giudice disponeva gli arresti domiciliari.

«Ho patito la misura – dice – sono stati giorni terribili. L’altra aspetto che mi ha fatto soffrire è stata la sospensione dal servizio motivata soprattutto dall’eco mediatico che ha avuto il mio arresto. Nonostante questo, anche oggi, dopo questa sentenza, sono fiero di essere un carabiniere da trent’anni». Proprio i suoi colleghi, per un anno, hanno indagato su di lui. Ma il maresciallo non porta rancore.


«Ho sempre avuto un ampio e profondo rispetto verso le istituzioni e pure per chi svolto l’attività investigativa nei miei confronti. Ecco perché vorrei mettere solo l’attenzione sull’esito del processo, sul fatto che stavolta abbia vinto la giustizia, in cui ho sempre creduto. Anche nei momenti più bui».

Nonostante la felicità, quelle giornate di solitudine non le ha certo dimenticate. «Gli scippatori da marciapiede avrebbero avuto più rispetto se paragonato con quello che ho avuto io – è la sintesi di ciò che ha passato – perché dopo l’arresto, non mi vergogno a dirlo, sono stato abbandonato da tutti, peggio di un appestato. Gli unici che mi sono stati sempre vicino sono stati i miei familiari. Ed è a loro che adesso, in questo momento, va tutto il mio ringraziamento, poiché sono sicuro che da solo non ce l’avrei fatta».

Della eventuale richiesta di risarcimento danni e degli stipendi che non ha percepito dal momento dell’arresto, forse se ne parlerà più avanti. «L’unica cosa che adesso mi interessa – conclude – è assaporare questa assoluzione e chiarire che non mi sono congedato dall’arma dei carabinieri, bensì, nel settembre dello scorso anno, ho raggiunto il limite di età per prestare servizio». —



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