Giani candida la bio-raffineria di Stagno col presidente Draghi: «È il progetto toscano per l’energia»

Investire sui biodisel la priorità. Se n’è parlato nell’incontro Stato-Regioni. Chiesto un sostegno all’operazione di Eni

LIVORNO. Eugenio Giani candida ufficialmente la riconversione-bio della raffineria Eni di Stagno come progetto toscano nel capitolo della transizione energetica. Lo ha detto ieri a Mario Draghi durante l’atteso incontro fra governo e regioni. Per la Toscana il progetto del cane a sei zampe per produrre biodisel è strategico. E sarà al centro dell’agenda della Regione per la stesura definitiva del Recovery plan. Questo forse l’unico punto certo di un incontro che è servito soprattutto a definire alcune questioni di metodo e di organizzazione di lavoro. Il presidente della Regione, finito al centro delle polemiche (anche romane) per il caos del piano vaccinale, non aveva lesinato critiche al fatto che la Toscana fosse stata “dimenticata” nella programmazione nazionale, il cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ieri Giani ha avuto modo di candidare ufficialmente al governo la raffineria di Stagno per una serie di investimenti e togliersi, evidentemente, qualche sassolino dalla scarpa.

In sostanza chiedendo a draghi la possibilità che le regioni possano introdurre emendamenti alla legge sul Recovery Fund attraverso una serie di schede specifiche con allegata la finanziabilità dell’opera. E la presentazione di una legge speciale che consenta alle Regioni di accelerare gli iter burocratici di realizzazione delle opere visti i tempi stringenti del Next Generation Ue e dovendo fare i conti con codice degli appalti e sistema delle sovrindentenze che spesso allunga le procedure, fatte salve le necessità di rispettare vincoli e tutele. Peraltro il progetto della bioraffineria era uno dei due progetti che Eni aveva inserito nel Pnrr. L’altro, intitolato “Waste to methanol” (la rigassificazione catalitiche delle plastice, cara soprattutto ad Alia e al Comune di Firenze e poi sposata dalla Regione, salvo poi il passo indietro dopo le proteste di Livorno e Collesalvetti) sembra, di fatto, abbia perso forza. Soastenuto dai sindaci, invece, quello di una bioraffineria per produrre Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil). Hvo è il biodiesel che, addizionato al gasolio fossile, va a comporre il carburante Enidiesel+, un carburante ottenuto tramite la tecnologia Ecofining a partire da oli vegetali. Si tratteranno olii esausti, vegetali, grassi animali riconvertendo i 150 ettari della raffineria di Stagno in uno stabilimento al costo di 500 milioni. Per i due comuni un’operazione fondamentale per salvae il futuro di 400 famiglie. Per i lavoratori e i sindacati un passo importante ma non sufficiente (Marghera e Gela sono già avanti) se non s’investirà anche sui lubrificanti. — RIPRODUZIONE RISERVATA