In piazza Cavallotti pochi clienti: frutta e verdura da buttare. «Regaliamo tutto a chi ne ha bisogno»

Viaggio durante l'emergenza tra i banchi Mercato del centro di Livorno: «Sta andando peggio dello scorso anno, ma noi siamo tra i più fortunati»  

LIVORNO. Lo dicono subito, gli ambulanti del mercato di frutta e verdura di piazza Cavallotti: «Siamo tra i più fortunati perché abbiamo sempre potuto lavorare, mentre alcune categorie sono ferme da più di un anno, ma anche noi siamo in difficoltà. Guardi, la piazza è vuota. Mai vista uno squallore del genere. C’è pochissima gente, le persone più anziane hanno paura a uscire di casa e noi non riusciamo più a reggere la concorrenza con la grande distribuzione. Ormai è una questione di sopravvivenza». E le conseguenze della poca clientela si vedono ai lati della piazza, con intere cassette di frutta e verdura da buttare.

«Ci salviamo solo il sabato, quando l’affluenza è maggiore rispetto agli altri giorni – spiega David Franceschi, presidente del consorzio Piazza delle Erbe che riunisce gran parte degli operatori di piazza Cavallotti – il Covid ha influito in maniera pesante, ma qui c’è anche un problema storico che è quello dei parcheggi: sono pochi e sono cari. Richieste al Comune di Livorno? Ringraziamo l’amministrazione per la comprensione di questi mesi, ora chiediamo che ci venga incontro con una riduzione della tassa sul suolo pubblico: il flusso di persone non è più quello di una volta, bisogna pagare meno. E poi c’è ancora in ballo il discorso della riqualificazione di tutta l’area, un discorso che avevamo già intrapreso e che speriamo di riprendere a breve».


L’APPELLO ANTISPRECO

Manuela Marzi gestisce un banco di frutta e verdura da oltre vent’anni e dice di «accontentarsi, perché almeno siamo aperti e in qualche modo riusciamo ad andare avanti».

Il pensiero va a chi lavora in altri settori e non vede un euro da mesi, «un dramma per tantissime famiglie del territorio», e alla frutta marcia che gli ambulanti sono costretti a buttare quasi tutti i giorni, «visto che c’è sempre meno gente».

«Fino a qualche mese fa – spiega Marzi – venivano alcune associazioni a ritirare i prodotti invenduti per consegnarli poi alle famiglie in difficoltà, ora non vediamo più nessuno. Se qualche associazione ha bisogno, noi ci siamo. Bisogna fare di tutto contro lo spreco alimentare, a maggior ragione in un momento delicato come questo. La crisi? Febbraio e marzo sono stati due mesi tremendi a livello di vendite, ma anche aprile è iniziato nello stesso modo. Ma lo ripeto: noi si lavora e si sopravvive, altre categorie sono bloccate e non ce la fanno più».

PEGGIO DEL LOCKDOWN

Girando tra i banchi del mercato di frutta e verdura di piazza Cavallotti, gli ambulanti allargano le braccia e parlano di «momento drammatico», per loro e per i colleghi.

«Paradossalmente – le parole di Valerio Maggio – la situazione è addirittura più difficile rispetto all’anno scorso, rispetto ai mesi del primo lockdown. All’epoca la gente veniva e spendeva, ora invece c’è un crollo dei consumi. Il problema economico è enorme, inutile girarci intorno. La gente ha finito i soldi, ha finito la pazienza, ha finito tutto. E molti hanno ritrovato l’abitudine di andare al supermercato».

«È vero, l’anno scorso c’era più movimento – intervengono Franco Sibilio e Patrizia Balsano da un altro banco di frutta e verdura – purtroppo tantissime famiglie sono in ginocchio e non sanno più dove sbattere la testa. I prezzi? Sono rimasti invariati, forse qualche prodotto è aumentato a causa del clima: noi siamo qui dal 1994, sono ventisette anni, ed è la prima volta che passiamo un mese di aprile con temperature così basse. Frutta e verdura marce? È un rischio che fa parte del mestiere, meno clientela significa più roba da buttare».

AFFRONTARE LA CRISI

Aurela Beqiraj ripete che «la situazione è critica già da qualche anno», che «tutti i giorni siamo costretti a gettare via cassette di frutta e verdura» e che «la gente non ha più soldi per fare la spesa».

«Si cerca di sopravvivere – è il commento di Stefano Galli, storico ambulante del mercato di frutta e verdura, da sempre in piazza Cavallotti – il periodo è tragico per tutti, ma bisogna essere sinceri e dire che facciamo parte di una delle poche categorie rimaste sempre aperte. Lo spreco alimentare è un grosso problema, è vero, ma io cerco di comprare in base alle richieste e alle possibilità di vendita di quel giorno, specialmente in un momento del genere. Il suolo pubblico? Non sono d’accordo con chi protesta senza essere costruttivo, noi ambulanti con posto fisso (un caso diverso rispetto a chi ha un banco al Mercatino del venerdì, ndr) abbiamo sempre lavorato e quindi è giusto pagare quanto dovuto, anche se gli incassi non sono più quelli di una volta».

E lo sanno bene anche “da Pierino”, altro banco di frutta e verdura in piazza Cavallotti, che con il lockdown dello scorso anno ha sfruttato i social nel migliore dei modi rispondendo alla crisi, facendosi conoscere in tutta la città e trovando un nuovo canale di vendita e promozione.

«È stato ed è ancora un modo per attirare nuovi clienti – dicono Tiziana Martelli, Michela Ceccherini e Rita Carovano, al lavoro in piazza Cavallotti insieme a Piero e Roberto Giovannelli – con il servizio a domicilio abbiamo ottenuto buoni risultati, ma stiamo comunque parlando di una vendita ridotta rispetto al passato. L’emergenza sanitaria dell’ultimo anno è stata una mazzata per tutti, ma qui il vero problema è un altro: a Livorno ci sono più supermercati che persone, per noi andare avanti è sempre più dura». —

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