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«Le aiutiamo ma non dovrà accadere più». Il sindaco di Livorno contro la “spesa senza pagare”

Le donne sotto il Comune in attesa dell’incontro col sindaco Luca Salvetti e l’assessore al sociale Andrea Raspanti

Unicoop Tirreno: «Alcuni nostri dipendenti sono stati offesi e minacciati ma per ora non presentiamo denunce»

LIVORNO. Il sindaco le ha volute incontrare per ribadire un concetto chiaro: «Non vi lasceremo sole, ma non possiamo sostituirci né allo Stato, né al mercato del lavoro». Spiegando che «inizialmente queste persone non avevano capito la gravità del loro gesto». Mentre Unicoop Tirreno, riepilogando l’accaduto e rivelando che al momento non è stata presentata alcuna querela, spiega che «quanto successo ci ha colpito molto, perché ciò che era partita come una dimostrazione si è trasformata in un atto illegale, in cui è stata rubata della merce e alcuni dipendenti sono stati offesi e minacciati».

Ieri mattina, alle 10, una delegazione delle donne che sabato scorso ha “forzato” le casse del supermercato Coop di Porta a Terra con otto carrelli pieni di spesa «per mangiare a Pasqua» senza pagare è stata ricevuta in Comune da Luca Salvetti e dall’assessore al sociale Andrea Raspanti.


«Siamo consapevoli della drammaticità del momento – spiegano i due amministratori – e siamo quotidianamente al lavoro da mesi per garantire un sostegno a tutti coloro che faticano a provvedere al fabbisogno quotidiano attraverso pacchi alimentari, spese, carte prepagate, contributi per bollette e spese sanitarie non mutuabili. Stiamo sostenendo uno sforzo straordinario, con centinaia di interventi ogni mese, ma è ovvio che il Comune non può sostituirsi al mercato del lavoro e allo Stato centrale, può solo tamponare i bisogni urgenti».

Già l’assessore Raspanti, al Tirreno, aveva rivelato che in passato alcune delle donne coinvolte nel cosiddetto “esproprio proletario” pre-pasquale (qualcuna di loro era anche in compagnia dei figli piccoli ndr) erano state aiutate dall’amministrazione – come ammesso anche da loro stesse – con bonus spesa e alcuni pacchi alimentari. «Ma con i fagioli non ci campo mio figlio», aveva poi spiegato sempre al Tirreno una delle mamme livornesi, Chiara.

Nell’incontro, che è avvenuto nell’ufficio di Raspanti, sindaco e assessore hanno ripetuto alle donne come richiedere l’aiuto del servizio sociale. «Alcune di loro – spiega una nota dell’amministrazione – ne erano consapevoli per aver più volte ricevuto contributi, altre erano maggiormente disorientate». «Tutte – sottolineano i due amministrativo – hanno espresso la loro preoccupazione per le conseguenze del gesto, a loro dire non comprese in pieno inizialmente».

«Non sta a noi – concludono Salvetti e Raspanti – esprimerci nel merito dei possibili risvolti giudiziari di questa spiacevolissima vicenda. La nostra volontà è portare avanti un’opera di mediazione sociale più che mai fondamentale in un momento di forte tensione come quello che stiamo attraversando, anche in previsione dei prossimi mesi, che si annunciano delicati, affinché non dobbiamo più assistere a simili episodi». Chiara – una delle donne presente all’incontro – ha tenuto a ringraziare i vertici dell’amministrazione per la disponibilità mostrata, anche per gli eventuali aiuti che potranno ricevere in futuro. Le donne presenti all’Ipercoop, anche se casualmente, avevano già incontrato un esponente della giunta – l’assessore Rocco Garufo – che mentre forzavano le casse stava facendo la spesa alle “Fonti del Corallo”. —



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