Collesalvetti piange Cesare Mantellassi: l’ex sindaco operaio si è spento a 94 anni

A sinistra l'ex sindaco di Collesalvetti, Cesare Mantellassi, a destra l'ultimo saluto davanti al municipio di Collesalvetti

Abitava nella frazione di Castell’Anselmo e ha lavorato per anni in Ferrovie. Il ricordo di Marco Susini: «Era uno spirito libero»

COLLESALVETTI. È stato «il sindaco della gente». Un uomo retto e d’altri tempi. Sempre in mezzo alle persone. È stato ricordato con un picchetto davanti al municipio di Collesalvetti Cesare Mantellassi, primo cittadino eletto con il Partito comunista dal ’72 al ’75, «spirito libero, dotato di un'intelligenza vivace e animato da una grande curiosità intellettuale. Un amministratore serio e capace, un grande uomo», così lo ricorda l’ex parlamentare dei Democratici di sinistra, Marco Susini.

Mantellassi è scomparso a 94 anni. Operaio autodidatta, faceva parte dei ferrovieri del deposito locomotive di Livorno, «un nucleo di lavoratori che animavano il dibattito politico e culturale della città, coltivando un fertile rapporto con l’allora centro Don Nesi Corea», lo ricorda ancora l’ex deputato, suo grande amico e compagno di battaglie. «Nel corso degli anni – continua – ho avuto modo di conoscerlo e di frequentarlo, apprezzandone il rigore morale e la grande umanità. Quando iniziava la sua esperienza di sindaco, io mi iscrissi giovanissimo alla Fgci, la Federazione giovanile comunista italiana.


L’ex sindaco di Collesalvetti abitava nella frazione di Castell’Anselmo, dove domenica scorsa è morto nella sua abitazione. Per molti anni è stato presidente dello Spil. «È sempre stato un personaggio nel nostro territorio – così lo ricorda Vittorio Rocchi, candidato nella lista “Democrazia indipendente” e a capo dell’omonima ditta di onoranze funebri di Vicarello – Un uomo vecchio stampo, una bella persona. Era un sindaco del popolo, sempre fra la gente. Con i Mantellassi, visto che era il cognome di mia nonna, ho dei legami molto stretti. Anche se con Cesare ci conoscevamo benissimo, ma non eravamo parenti».

Per omaggiarlo il Comune di Collesalvetti ha organizzato un picchetto davanti al municipio, con il carro funebre che si è fermato proprio lì, nel luogo dove è stato per quattro anni primo cittadino. «Non ho conosciuto Cesare di persona – ha detto nell’occasione il sindaco Adelio Antolini – ma ho avuto modo di conoscerlo attraverso le parole di amministratori e consiglieri. Un amministratore di spessore, che ha lasciato traccia di sé e dei suoi valori in chiunque lo abbia incontrato. Dobbiamo fare tesoro della sua saggezza e di quell’umiltà con cui ha guidato il nostro territorio». «Cesare, oltre a essere stato sindaco di Collesalvetti dal 1972 al 1975 – scrivono dal circolo colligiano di Rifondazione comunista – è stato uno stimato dirigente del Pci livornese, un fervido antifascista ed era anche un punto di riferimento politico per il nostro territorio. Che la terra ti sia lieve compagno Cesare». —

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