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«Parlavamo a distanza di calcio e politica»: la rabbia dei pensionati multati a Livorno - Video

Giancarlo Cecchini mostra il verbale (e il pagamento) della sanzione amministrativa

Livorno, uno dei sette sanzionati ha il reddito di cittadinanza e pagherà a rate: «A differenza di altri casi con noi in via Pannocchia tolleranza zero»

LIVORNO. Dino è stato fortunato: subito prima dell’arrivo dei carabinieri, per puro caso, ha attraversato la strada avviandosi verso l’edicola. Evitando la sanzione perché aveva appena abbandonato l’assembramento. Romano no: ha provato a raggiungere la macchina parcheggiata, ma è dovuto tornare indietro per firmare il verbale, dato che i militari lo avevano già colto in fallo. Mentre Dilvo – novantenne e fratello del compianto Gigi Tassi, colonna del pugilato livornese recentemente scomparso – si è beccato la multa di 400 euro insieme ai suoi amici e compagni di chiacchiere pomeridiane: Francesco, Giancarlo e altri tre anziani livornesi, uno dei quali ha chiesto di pagare a rate perché percepisce il reddito di cittadinanza e da solo, subito, non può farcela.

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La mattina dopo, in via Pannocchia, esplode la rabbia dei pensionati. In sette – erano otto, ma Dino Maltinti se ne è andato un attimo prima – mercoledì 31 marzo, verso le 16.30, sono stati sanzionati dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Marco Saccà, per aver infranto le norme anti-Covid. Un intervento sollecitato per tre volte da una donna che abita in zona, che avrebbe raccontato al 112 di essere stata anche bersaglio di apprezzamenti da parte degli anziani, che però negano categoricamente di aver importunato i passanti.

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Lo conferma Giancarlo Cecchini, 75 anni, ex dipendente della Telecom che vive proprio in via Pannocchia, a 200 metri da dove aveva creato l’assembramento insieme a Romano Nocchi, Dilvo Tassi e Francesco Lenti e agli altri tre: tutti identificati e sanzionati. «Diamo fastidio ai passanti? Macché, basta chiedere a chi abita nel quartiere. Ce ne stiamo qui tutti i pomeriggi – a volte in due, tre o quattro – parlando di calcio e politica. Se le forze dell’ordine andassero sul lungomare, al moletto di Ardenza o in piazza Attias troverebbero assembramenti ben più grandi e pericolosi. Io comunque ho già pagato perché non voglio problemi».

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«Prima della pensione ho fatto sette mesi di cassa integrazione – si sfoga Francesco Lenti, 61 anni, il più giovane dei pensionati – Facevo il muratore e nonostante la crisi ho sempre pagato tutto, anche questa multa. È stata una scemata, avevamo tutti la mascherina ed eravamo distanziati. Non è giusto aver colpito persone anziane e indifese. E meno male che il questore aveva detto di essere più elastici, ai carabinieri gliel’ho detto: “Meno male che il dottor Massucci aveva detto di essere tolleranti...”. Loro mi hanno risposto che avrebbero fatto il loro dovere e ci avrebbero comunque sanzionato». Poco prima, fra l’altro, «era passata un’auto della polizia – prosegue Lenti – e gli agenti non ci hanno detto niente. Se tornerò in strada per parlare con i miei amici? Se capita ci torno sì, perché non dovrei? Anche se ci hanno detto che siamo già segnalati e che la prossima volta da 400 ci fanno una multa di 560 euro, io non ho paura».

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Dino Maltinti, il più fortunato, aveva già attraversato la strada e ha assistito agli accertamenti dall’altra parte di via Pannocchia, dove c’è l’edicola. «Chi è stato a chiamare? Non lo so, passanti. Persone a cui evidentemente diamo noia semplicemente stando lì, sceriffi del nuovo millennio. Eravamo tutti distanti, io però sono stato risparmiato perché un attimo prima me n’ero andato via, attraversando la strada. Altrimenti ero l’ottavo...». I pensionati, in particolare, si lamentano della «tolleranza zero» utilizzata nei loro confronti: «Se ci avessero detto: “Signori, andate a casa”, ce ne saremmo andati, siamo persone perbene, mica criminali. Invece no, ci hanno chiesto i documenti facendoci subito la multa». —

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