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La moto che sbanda e l'impatto con un cartello stradale: è morto così lo studente di 24 anni

Il giovane morto, la moto e il dosso (Foto Dario Marzi)

Ex soccorritore sulle ambulanze, abitava in piazza della Repubblica a Livorno. Suo padre è carabiniere a Pisa. La dinamica dell'incidente avvenuto lungo l'Arnaccio, al Biscottino

LIVORNO. «Ti amo già». Così, Matteo, nell’estate del 2016 commentava l’acquisto della sua nuova moto fiammante, una bellissima Ktm. La stessa con la quale, purtroppo, poco prima delle 9.30 di ieri mattina è morto in un incidente stradale lungo l’Arnaccio, al Biscottino, sbalzato dalla sella in prossimità di un dislivello stradale di qualche centimetro che gli avrebbe completamente fatto perdere il controllo della sua “690 Smc”, questo il modello della “due ruote” austriaca sulla quale viaggiava.

È morto così Matteo Pipola, a soli 24 anni. Livornese, ha vissuto per tantissimi anni a Montenero, nell’alloggio della caserma dei carabinieri, visto che il padre Pierpaolo Pipola, maresciallo capo dell’Arma, è stato a lungo comandante in seconda della stazione di via del Castellaccio. Poi, quando è stato trasferito al comando provinciale di Pisa, la famiglia ha traslocato in piazza della Repubblica, in centro, dove abitava tuttora.

La dinamica dell’incidente – sul quale indagano gli agenti della polizia municipale di Collesalvetti, diretti dal comandante Paolo Cecconi – è ancora tutta da approfondire, ma secondo una prima ricostruzione il ragazzo, che era partito da Livorno da qualche decina di minuti, si stava spostando nel Pisano quando in prossimità di una cunetta, un dislivello abbastanza alto formatosi al centro della carreggiata, ha perso il controllo della moto, impattando contro il cartello della segnaletica di Biscottino, alla sua destra, e finendo nel fosso. Qui è stato soccorso dai volontari, con a bordo il medico del 118, della Pubblica assistenza di Collesalvetti e dai colleghi della Misericordia di Vicarello. Per oltre un’ora i soccorritori hanno provato a rianimarlo, purtroppo senza riuscirci. Solo alla fine, tramontata ogni speranza di salvarlo, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso, con la salma – subito restituita ai familiari dalla pubblico ministero di turno in procura, Antonella Tenerani – trasferita al cimitero dei Lupi dalle onoranze funebri della Svs, con la camera ardente allestita dall’impresa funebre della Misericordia di via Verdi (al momento la famiglia ha scelto di non celebrare alcun funerale). Le indagini proseguiranno comunque per stabilire quanto possa aver influito il dislivello stradale sulla morte del centauro. La strada – la statale 67 bis tosco romagnola – è gestita da Anas e il punto in cui è avvenuto l’incidente, per un centinaio di metro, si trova nel territorio comunale di Collesalvetti.

Pipola – che il 24 marzo avrebbe festeggiato 25 anni – studiava Economia e legislazione dei sistemi logistici all’Università di Pisa. Gli agenti lo hanno identificato anche grazie al libretto dell’ateneo che aveva dietro. Sul posto, oltre alla polizia municipale colligiana, insieme ai familiari del giovane sono intervenuti i colleghi di lavoro della Compagnia di Pisa e anche quelli di Livorno, diretti dal maggiore Guglielmo Palazzetti, che hanno portato la loro solidarietà al maresciallo capo Pierpaolo Pipola, a sua moglie (la madre del ragazzo) e alla sorella, Sara Pipola.

Il ventiquattrenne, già da quando aveva 16 anni, era stato soccorritore di primo livello a bordo delle ambulanze della Misericordia di Montenero, avendo conosciuto la figlia dell’attuale governatrice, Elena Del Corso, alle scuole elementari. Con lei ha frequentato anche le medie, sempre a Montenero. Era stato a lungo iscritto all’associazione, anche se negli ultimi anni probabilmente per gli impegni universitari non era più una presenza fissa nella confraternita di piazza delle Carrozze, nonostante tutti lo conoscessero benissimo e gli fossero sempre molto affezionati. Ultimamente si era riavvicinato al mondo del volontariato e stava per ultimare tutti i documenti per tornare a dare una mano nei soccorsi, con la Misericordia di via Verdi. —



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