Toto Barbato e The Cage di Livorno sul palco di Sanremo per cantare e sperare che “Non è per sempre”

Il direttore del live club livornese in nome dei lavoratori dello spettacolo in scena con gli Stato Sociale, Francesco Pannofino e Emanuela Fanelli 

la città al festival

Cristiana Grasso


Quando Lo Stato Sociale - band in gara tra i big che come tanti altri artisti della categoria super è passata per il The Cage di Livorno - finiscono di presentare sul palco dell’Ariston (meravigliosamente) “Non è per sempre” degli Afterhours (è la serata delle cover) salgono sul palco anche loro. Francesco Pannofino attore e doppiatore, l’attrice Emanuela Fanelli e lui, Toto Barbato, direttore del live club The Cage, tempio della musica livornese costretto, come tutti i suoi omologhi in Italia, al silenzio da un anno. Toto e gli altri, invitati a nome dei lavoratori dello spettacolo, hanno a disposizione una manciata di minuti per il loro appello ma il pathos è assicurato e comunque non sarà solo un sos ma anche un grido di speranza, la speranza di riaprire presto, la speranza che questa situazione “non è per sempre” come ha appena cantato Lo Stato Sociale, la speranza “che i nostri fiori non sono ancora rovinati”.

E sono in effetti belli e freschi i mazzi di fiori che musicisti e attori hanno in mano. E quasi sembrano sfidare questo momento buio con i loro colori anche quando sfilano tra le note i nomi dei locali (solo alcuni delle migliaia e migliaia che stanno affogando nel buio) che sono chiusi da un anno, qualcuno per sempre.Live club ma anche cinema e teatri. Si nominano l’Alcatraz di Milano , il teatro dell’Angelo di Roma (chiuso per sempre), il cinema Iris e il cinema Mandrioli in provincia di Bologna «che proietta ancora i film a porte chiuse così la città non perde le voci dei suoi personaggi».

Per il Cage una citazione particolare. La fa Guidetti dello Stato Sociale: «Negli anni Novanta a Livorno un musicista apre il The Cage perché, dice, le città senza i club sono più brutte e vuote» e sta a Barbato, il musicista in questione, replicare con il triste «non si sa quando riaprirà». Il gruppo con Toto Barbato in testa continua a snocciolare nomi di locali famosi e numeri, 26 cantanti in gara a Sanremo e 50 mila concerti al loro attivo, 10mila persone senza lavoro. Ma la musica in sottofondo non molla e alla fine il messaggio è di speranza: quel “i nostri fiori non sono ancora rovinati” e l’orchestra che si alza in piedi per applaudire, una standing ovation liberatoria e momenti di commozione. —

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