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Un contagio ogni 21 persone a Livorno: «Ma quanti hanno preso il Covid-19 senza saperlo»

In città (e a Colle) c’è stata una diffusione del Covid doppia rispetto al resto della provincia siamo la seconda città toscana per numero di morti, ma sono guarite oltre 10mila persone

LIVORNO.  Lunedì 2 marzo 2020 Stefano Cavero varcò il cancello di via Gramsci presentandosi al pronto soccorso con gravi problemi respiratori. I radiologi dell’ospedale notarono un quadro compatibile col coronavirus: Cavero fu ricoverato in Rianimazione, in isolamento. 18 ore dopo dal laboratorio di analisi di Cisanello arrivò la risposta: positivo al Covid. Da quel giorno si sono contagiate 12.052 persone in tutta la provincia. La maggior parte di queste erano residenti nei comuni di Livorno e Collesalvetti: 8.257 secondo i dati forniti dall’Asl. Significa che due terzi dei contagi sono avvenuti qui.

Il capoluogo (ancora insieme a Collesalvetti) è stato anche il teatro della maggior parte dei decessi: 280 sui 333 in tutta la provincia che l’Asl ha attribuito al virus. Di fatto ogni cinque malati che non ce l’hanno fatta, quattro sono morti sul nostro territorio. Ci sono state per fortuna anche tante guarigioni: 10.583. Gli attualmente positivi in tutta la provincia sono 1.133, quasi tutti in isolamento domiciliare. In questo momento a Livorno città la situazione sembra migliore rispetto al resto della Toscana: lo dicono i numeri dei ricoverati agli Spedali Riuniti, mai così bassi dallo scorso ottobre: 47 di cui 5 in Terapia Intensiva.

LE DUE ONDATE

La differenza tra le due ondate è eclatante: nella prima, tra Livorno e Collesalvetti si sono contagiate 298 persone. Dal primo agosto in poi si sono infettati in 7961. I numeri fotografano la forza diversa con cui la pandemia ha colpito il nostro territorio prima e dopo l’estate: praticamente sfiorandolo nel periodo del lockdown totale, nei giorni in cui in Lombardia le bare dei morti viaggiavano sui camion dell’Esercito, e invece travolgendolo durante la seconda ondata, in particolare da metà di ottobre a metà di dicembre.

Perché? Come ha spiegato il primario di Malattie Infettive Spartaco Sani, la chiusura totale avvenuta a marzo e aprile dell’anno scorso ha impedito la diffusione di un virus che in città non era quasi arrivato (a differenza di quanto era avvenuto ad esempio in Lombardia dove già girava da un mese) salvaguardando Livorno che insieme a Grossetto era il territorio meno colpito della Toscana, mentre l’estate ha portato il virus (mai sparito completamente) a diffondersi di nuovo e con la ripartenza della scuola c’è stata l’esplosione.

Tuttavia va anche considerato che sono cambiati i sistemi di tracciamento tra prima e seconda ondata e dunque i numeri della primavera scorsa non erano rappresentativi della reale diffusione del virus. «Probabilmente – afferma Sani – c’è una importante fetta di popolazione che è stata contagiata senza saperlo».

UN CONTAGIATO OGNI 21 LIVORNESI

Fatto sta che i risultati dei tamponi parlano di un contagiato ogni 21 abitanti tra Livorno, Collesalvetti e l’isola di Capraia. Nel resto della provincia, da Rosignano all’isola d’Elba c’è un contagiato ogni 41 persone. Come dire: il virus ha circolato nel capoluogo al doppio della velocità.

IL NOVEMBRE NERO

Sembra ieri quando il primario Sani in un’intervista al Tirreno lanciò l’allarme: «Basta movida, chiudere la città o conteremo i morti». Era il 22 ottobre. Quella previsione, che tanto fece discutere, purtroppo era giusta: novembre fu un mese tragico. Nella sola città di Livorno si contarono 2.547 contagi. Con il record raggiunto per la festa dei Santi: 158 casi. I decessi decuplicarono rispetto a quanto avevamo vissuto fino ad allora: dagli zero di settembre e dai 20 di ottobre si arrivò ai 135 di novembre. Quasi cinque morti al giorno di media, con picchi di 9 decessi il 25, 26 e 28 novembre. Martedì primo dicembre resterà nella storia: 14 morti.

I 333 MORTI

Come abbiamo scritto più volte abbiamo perso una generazione, quella dei nonni. Soprattutto nella seconda ondata se ne sono andati tanti ultraottantenni, spesso ultranovantenni. I morti totali sono stati in tutta la provincia 333. Tra questi, 271 sono morti dopo l’estate, mentre 62 sono i decessi della prima ondata. In 260 risiedevano in città. In 20 a Collesalvetti, 16 a Rosignano, 11 a Cecina. Livorno è anche la seconda città della Toscana con il maggior numero di morti dopo Firenze (622) e prima di Prato (259). Abbiamo un morto ogni 603 residenti. Firenze no ogni 589. Prato uno ogni 749. Tra i comuni della provincia Collesalvetti conta un morto ogni 826 abitanti, Rosignano uno ogni 1.892, Cecina uno ogni 2.145.

I RICOVERATI

Va detto che Livorno si è mossa spesso in controtendenza rispetto al resto della regione. Nel primo mese e mezzo del 2021 la nostra città è diventata un caso per l’alto numero di contagi. Da metà febbraio è accaduto il contrario: qui i contagi sono scesi mentre altrove lievitavano.

Anche dal punto di vista dei ricoveri stiamo diventando un unicum: dal primo febbraio in tutta la Toscana i letti Covid occupati sono aumentati del 50%, da 757 ai 1.122 di ieri. A Livorno sono scesi: dai 64 ricoverati del primo febbraio ai 47 di ieri, meno 30%. È il dato più incoraggiante che possediamo in questo momento: la non ospedalizzazione significa che l’infezione, pur girando, sta facendo meno malati. Ma, come sottolinea ancora Sani, serve la massima prudenza «perché la storia di quest’anno ci insegna che ci vuole un attimo a riempire l’ospedale». —

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