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Rintracciato il pilota del Piper che precipitò alla Valle Benedetta 38 anni fa: «Mi salvai per miracolo»

L'aereo che è precipitato e nel riquadro il pilota

Livorno, ecco chi è il pilota del piccolo aereo che si schiantò dopo il decollo: «Mi impegno a contattare chi potrebbe intervenire per rimuoverlo»

LIVORNO. La telefonata intercontinentale finisce con un impegno da parte dell’imprenditore, ex pilota con il pallino per la vela. Quello di provare a contattare qualcuno che possa rimuovere quei resti conficcati nella natura dei Monti livornesi. «Prometto che cercherò tra i miei contatti per trovare qualcuno che possa rimuovere quei resti», si impegna Ennio Staffini.

Almeno da un punto di vista di buone intenzioni l’ex pilota che vive e lavora in America non nasconde di volerci provare. «Capisco benissimo che quella carcassa costituisce uno scempio: visto che quell’area non è raggiungibile a piedi servirebbe qualcuno che tagliasse lo scheletro in pezzi per poi trasportarli via. Si tratta di un’operazione complicata e dispendiosa, comunque proverò a capire se qualcuno può fare qualcosa».


Dopo quasi 40 anni è già un passo riuscire a strappare un impegno di questo tipo, considerato che nessuno, prima se ne è occupato. E che quelle farraglie sono rimaste abbandonate senza che nessuno si sia degnato di fare qualcosa. «La causa è giusta: mi impegno a contattare chi potrebbe intervenire», ribadisce lui che al tempo lavorava come pilota per la Società aerea piemontese a cui apparteneva il Piper costruito nel 1975 dalla Piper aircraft in Florida. Era un velivolo a sei posti, montava un motore Lycoming I0-540-K1a5, sei cilindri di 8.900 cmc.

Da un punto di vista legale la questione è complicata: a parte l’ente che è proprietario del velivolo intervengono anche le assicurazioni. Quello che è certo è che nel caso del piper precipitato a Parrana San Martino nessuno è intervenuto. La storia per certi versi ricorda quella conosciuta in tutto il mondo e che rimanda al mitico “magic bus” fermo in una landa sperduta dell’Alaska dal 1961 e protagonista del film “Into the wild” diretto nel 2007 da Sean Penn.

Sean Penn si ispirò al libro di Jon Krakauer, Nelle terre estreme (1996) dove si svolge l'avventura di Christopher McCandless, morto di fame a 24 anni lì dentro, nel 1992. In quel caso, grazie al romanzo tratto da una storia vera e poi al film, il magic bus divenne meta di pellegrinaggi di turisti da tutto il mondo. Proprio per questo le autorità dell’Alaska l’anno scorso lo fecero rimuovere, per ragioni di sicurezza. La speranza, nel caso del velivolo precipitato nel 1983 nei boschi di Parrana San Martino, è che qualcuno si accolli i costi di rimozione di quella carcassa in mezzo al verde. —

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