Pedonalizzazione di Borgo. Il sindaco: "Parliamone ancora"

Un momento dell'incontro

Livorno, i ristoratori chiedono scusa per i rumori e propongono di limitarsi al fine settimana: «La sperimentazione riversa il traffico su corso Mazzini»

LIVORNO. Fumata nera per il futuro dell’assetto del traffico in Borgo. All’incontro sugli scali Finocchietti (per entrare all’ex circoscrizione 2 serviva la prenotazione, ma si poteva partecipare in diretta video), senza un “fronte del no”, il sindaco Luca Salvetti prima richiama alla «chiarezza contro la disinformazione strumentale su decisioni tutte ancora da prendere», poi aggiunge: «Sulla chiusura in via sperimentale del tratto di strada abbiamo riscontrato voci a favore e contrarietà a vari livelli». Quindi: «Voglio il bene di Livorno, se la pedonalizzazione non piace spenderemo i soldi in un altro quartiere».

Residenti e portatori di interesse. «Ho una posizione di mezzo sull'esperimento della pedonalizzazione», dice Antonio Morozzi: poi torna a far presenti le sue preoccupazioni su «adeguamento dei percorsi pedonali, posizionamento dei cestini e assenza di rastrelliere per le bici». Collegato in diretta Aldo Tamburini, residente a Borgo dal 1965, riporta l’attenzione al «problema viabilità per chi deve uscire dal quartiere in direzione nord, fra strade strette e mezzi di soccorso che passano con difficoltà», per poi esprimere il proprio disappunto nel «vedere la strada chiusa e le sedie vuote (dei ristoratori, ndc)».


Con la stessa modalità interviene poi Irene Strati, residente e voce del comitato Vivi Borgo, che invoca «un intervento che tenga conto di tutto il quartiere, perché la sperimentazione ha riversato il traffico in corso Mazzini». Posizione condivisa, sempre da remoto, da suor Monica (istituto Maddalena) che evidenzia come dalla pedonalizzazione sia stata «penalizzata la viabilità in via Maddalena e via San Carlo». Sandro Canaccini rincara: «La strada chiusa crea una cassa di risonanza, sembrava di stare alla Baracchina Rossa».

I ristoratori. «Chiediamo scusa se qualche volta abbiamo sbagliato o se abbiamo sforato gli orari», premette Luca Mazzoni (La vecchia ciurma). Poi precisa: «Noi non abbiamo mai chiesto la pedonalizzazione totale, la nostra idea (che presenteremo ancora) era per la chiusura serale. I clienti ci hanno dato un riscontro ottimo, e chi diceva che “noi facciamo male ai bambini”, adesso non è qui a metterci la faccia». Ringrazia l’amministrazione poi Daniele Mazza (Osteria del mare), spiega che «questo esperimento ci ha fatto del bene». Per le lamentele sul rumore puntualizza: «Alcuni dei gruppi che abbiamo chiamato per fare musica hanno esagerato, ma tutto il resto è pretestuoso. Quel livello di rumore c'era anche prima».

I commercianti. «La pedonalizzazione ha creato tanti posti auto durante il giorno, ma per i commercianti ha fatto segnare una flessione negativa degli incassi», racconta Luca Volpi, marito della titolare della cartoleria Lo Scrigno delle Fate: «La chiusura permanente al traffico – avverte – sarebbe un beneficio per tutti solo se accompagnata da un progetto. No al “salottino” fine a se stesso, il Comune incentivi le persone a venire in Borgo».

Anche Marco Bonsignori (Bonsignori Vernici), fermo restando che «la chiusura totale andrebbe contro l'anima del quartiere, una delle poche zone di Livorno ancora viva», invita a «trovare un punto d'incontro».

L’Amministrazione. «I titolari ci dicono che l’esperimento ha fatto bene ai locali in difficoltà. Prendiamo atto che gli eventi hanno funzionato bene nei fine settimana e meno negli altri giorni, che i problemi con il Corner Bistro non sono legati alla pedonalizzazione, e che comunque eravamo riusciti a creare 74 posti auto in più», riassume il sindaco. L’assessore Rocco Garufo rileva «segnali positivi dalle chiacchierate con i commercianti», mentre l'assessora Giovanna Cepparello ribadisce che il piano della mobilità «raccoglie esempi di sviluppo», e non parole incise sulla pietra. Per una decisione definitiva su «pedonalizzazione sì o no o una via di mezzo – chiarisce Salvetti – ci vorranno ancora un paio di incontri». —

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