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«Troppi controlli Covid, mi sono arreso»: Di Batte chiude lo storico Piper di Stagno

Daniele Di Batte durante una raccolta benefica al Piper 2.0

La protesta del ristoratore: «Ero affiliato all’associazione Asi e da statuto potevo stare aperto, non me l’hanno consentito»

COLLESALVETTI. «Mi sono dovuto arrendere ai controlli della polizia municipale di Collesalvetti, erano troppi, non riuscivo a lavorare serenamente. Lo statuto che avevo introdotto nei mesi scorsi – quello dell’Asi, le Associazioni sportive e sociali italiane – mi avrebbe consentito di rimanere aperto per consegnare i caffè e il cibo a domicilio a tutti i miei tesserati, che fra l’altro avrebbero potuto associarsi anche nel momento dell’acquisto. Ma gli agenti evidentemente non lo hanno capito, forse perché lo statuto dell’Asi è troppo recente, fra l’altro in Italia alcuni Comuni si sono comportati in un modo e altri in un altro, quindi purtroppo il mio non sarà nemmeno un caso isolato...».

Daniele Di Batte ha chiuso il “Piper 2.0” di Stagno, lo storico circolo ricreativo, prima in via Umbria e solo ultimamente in via Marx, vicino alla Conad. Sostiene di essersi «arreso alla burocrazia», in particolare «ai controlli anti-Covid della polizia municipale, che non mi hanno mai dato pace», nonostante sanzioni per aver infranto le norme anti-coronavirus, dati alla mano, non gliene abbiano mai fatte, ma solo una lo scorso agosto per «la mancata Scia, la segnalazione certificata di inizio attività, che in verità avevo completato e inviato attraverso il mio commercialista».


«Ho cercato di combattere in tutti i modi perché mi reputavo in regola – racconta l’imprenditore – ma non c’è stato verso, visto che non è stato compreso il mio nuovo statuto. Quello che avevo precedentemente – dell’Acsi, l’associazione di cultura, sport e tempo libero – mi consentiva di stare aperto per le freccette, ma è chiaro che con la pandemia non avrei potuto, quindi non l’ho rinnovato. Per questo, cambiando con quello dell’Asi, avrei potuto rimanere operativo per servire da bere e da mangiare da asporto alle persone che facevano ad esempio fitness, quindi anche gli anziani che andavano a passeggiare, oppure i ciclisti. Ho scelto anche quest’ultimo sport come caratterizzante per la mia attività perché in passato ho fatto il ciclista e conosco tantissimi appassionati di bici. Volevo fare le consegne a domicilio come tutti i colleghi ristoratori, rispettando i tesseramenti e il fatto che fossi un circolo e non un’attività commerciale, ma non me lo hanno consentito».

Per questo, Di Batte, nelle scorse settimane ha chiuso. Niente più Piper nel suo futuro immediato. «Voglio ringraziare tutti i miei clienti che durante l’emergenza sono venuti da me per comprare i polli arrosto e altri prodotti – racconta – e i musicisti che hanno scelto il mio locale per esibirsi. Parlo dei Four Heavens, Daniele Pelissero e Monica Stasi». Ora ha comunque trovato un lavoro: «Devo ringraziare il mio fornitore Andrea Grassi che mi ha assunto nei momenti più duri della pandemia come magazziniere – dice – mentre ora lavoro alla Gastronomia Dante come gastronomo». —

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