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Il distretto sanitario di via del Mare è uno scheletro. Ora l’ennesima promessa: pronto a aprile 2022

Livorno, da 950 giorni la struttura di Ardena è chiusa. Erano previsti non più di 14 mesi di lavori, con riapertura al termine dell’estate 2019. E invece...

LIVORNO. Da 950 giorni il distretto sanitario di via del Mare è chiuso. Era il 30 giugno 2018: erano previsti non più di 14 mesi di lavori, con riapertura al termine dell’estate 2019. Da allora invece è stato un susseguirsi di disastri, con una grave ricaduta sui cittadini: quelli che abitano nei quartieri sud sono rimasti senza il luogo di riferimento per prelievi, prenotazioni, anagrafe sanitaria etc. La situazione si è aggravata ancora di più a febbraio 2019, quando è stato chiuso anche il poliambulatorio (poi in parte sostituito dal 7° padiglione dell’ospedale), lasciando la città con due soli centri socio-sanitari, a Salviano e Fiorentina.

Le promesse che si sono susseguite sono state tante e mai mantenute. L’ultima è stata quella di un mini-distretto da aprire nel quartiere per sopperire ai disagi dell’utenza, fino alla conclusione dei lavori. L’Asl ha lanciato un bando, il sindaco Salvetti ha ipotizzato di aprirlo al Pascoli, ma la buona volontà non si è mai concretizzata. Nessuno certamente dimentica che nel frattempo è esplosa l’emergenza Covid, che ha concentrato le attenzioni sulla battaglia al virus, ma il problema è rimasto. E la domanda che si fa l’utenza residente a Ardenza, Antignano, Montenero, Collinaia, Banditella, Quercianella è la seguente: riaprirà mai il distretto di via del Mare? E quando?


L’Asl fornisce un’altra data, l’ennesima. Lo fa per bocca del direttore del dipartimento tecnico, Nicola Ceragioli: «La fine dell’opera è prevista per il mese di aprile del 2022», afferma. Se si pensa che, già dopo i primi ritardi, era stata garantita la conclusione dei lavori per l’aprile 2020, è quantomeno sconveniente sbilanciarsi sull’attendibilità di queste dichiarazioni. Che tra l’altro rappresentano l’ennesimo slittamento anche rispetto alle ultime promesse, fatte un anno fa dal direttore amministrativo Gabriele Morotti che parlò di apertura a dicembre 2021. Possiamo solo registrarle e verificare l’andamento dei lavori mese dopo mese come il Tirreno sta facendo dal 2018. Se l’obiettivo di aprile 2022 fosse centrato saremmo comunque a quasi tre anni di ritardo rispetto alla conclusione prevista inizialmente.

LA SITUAZIONE

Nell’ultimo anno il cantiere è lentamente andato avanti. Come si vede passando dalla strada è stato eretto uno scheletro di metallo che dovrà reggere la struttura. Su quella gabbia sarà costruita la parte muraria.

«I lavori di ricostruzione del distretto di via del Mare stanno procedendo nonostante la pandemia abbia inciso sul numero di operai presenti sul cantiere e sulla consegna puntuale del materiale – spiega Ceragioli –. Nonostante ciò, entro il mese di marzo saranno terminati i lavori relativi all’involucro antisismico costituito da una intelaiatura metallica e da pareti perimetrali in blocchi di cemento ad alto isolamento acustico e termico. Sempre a marzo 2021 sarà possibile quindi concludere la gara relativa alla progettazione degli impianti e dei lavori di finitura che così potranno essere affidati entro l’estate».

UN MILIONE IN PIU'

Come si ricorderà il distretto venne chiuso in fretta e furia il 30 giugno 2018, ma il cantiere venne aperto soltanto a dicembre 2018. Nel frattempo morì il primo progettista e subito dopo l’Asl scoprì che la struttura aveva “seri problemi di natura statica già in condizioni di servizio ordinario”. La relazione, tenuta riservata e poi svelata dal nostro giornale, parlava di “disomogeneità delle strutture di fondazione” e di “un insieme di scelte di origine strutturale precarie attinenti ai corpi aggiunti al fabbricato nel corso degli anni”. La cosa che più colpì fu la presenza nel calcestruzzo della sabbia di mare utilizzata negli anni 50 per tirar su il distretto. Tutto ciò costrinse l’azienda sanitaria a rivedere completamente il progetto iniziale, che in un primo tempo avrebbe semplicemente dovuto subire un restyling, portando all’abbattimento quasi completo della struttura e alla sua ricostruzione. Con i costi che sono raddoppiati, lievitando di un milione rispetto alle previsioni. —

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