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«Positiva una delle persone sgomberate»: così undici agenti sono finiti in isolamento

Alcuni degli agenti della polizia municipale durante lo sgombero di due giorni fa nel palazzo sugli scali delle Macine

Livorno: il trentenne era in ospedale a Bergamo ed è andato a occupare un palazzo sugli scali delle Macine. I poliziotti di nuovo al lavoro dopo il test negativo

LIVORNO. Nonostante fosse positivo al coronavirus è scappato dall’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo per andare a occupare un palazzo sgomberato due giorni fa dalla polizia municipale sugli scali delle Macine. Indisturbato, il 14 febbraio scorso, oltre a fuggire dal centro sanitario lombardo ha viaggiato indisturbato per almeno tre diverse regioni d’Italia (Lombardia, Emilia Romagna e Toscana) prima di approdare a Livorno. Motivo per il quale undici agenti della polizia municipale che sono stati a stretto contatto con lui sono finiti in quarantena.

Un isolamento solo temporaneo, terminato nel pomeriggio del 19 febbraio e durato poco più di un giorno. Perché per fortuna – dopo essere stato portato al pronto soccorso – l’occupante abusivo (poi identificato per un tunisino di 30 anni) è risultato negativo al tampone molecolare. Quindi i poliziotti – undici in isolamento su un totale di circa 170 nell’intero comando – sono potuti tornare subito al lavoro. Sono tutti coloro che, nonostante indossassero guanti e doppia mascherina, erano stati a più stretto contatto con lui. Sia gli agenti del nucleo operativo territoriale, intervenuti direttamente sugli scali delle Macine sotto il coordinamento dell’ispettore Fabio Cerini, sia i colleghi degli uffici interessati dalle operazioni di due giorni fa, che si sono occupati ad esempio del fotosegnalamento e della sorveglianza del trentenne nelle ore in cui era stato fermato. Il giovane, insieme agli altri cinque occupanti abusivi, è poi stato denunciato per invasione di terreni o edifici e verrà sanzionato per aver infranto le normative Covid, non avendo rispettato la zona arancione ed essendosi mosso fra le regioni.


Si tratta di una persona senza fissa dimora e attualmente è tornata libera. Per lui non sono previsti altri provvedimenti penali, dal momento che l’ultimo tampone è risultato negativo e che – pur allontanandosi dall’ospedale bergamasco senza alcun permesso e rischiando quindi, almeno potenzialmente, di contagiare altre persone – non avrebbe violato alcuna ordinanza o provvedimento restrittivo, visto che non è mai stato sottoposto a quarantena neanche dopo il ricovero al Papa Giovanni XXIII. Un vuoto normativo, purtroppo, quello che gli ha consentito di non incorrere in conseguenze peggiori. Nel pomeriggio del 19 febbraio, naturalmente, le auto e tutte le stanze in cui è stato il trentenne sono state sanificate.

Non è purtroppo il primo caso nel quale gli agenti della polizia municipale finiscono in quarantena. Anche sabato scorso, durante l’esecuzione di un trattamento sanitario obbligatorio, sei agenti erano stati a stretto contatto con un paziente poi risultato positivo, motivo per il quale i poliziotti sono dovuti restare a casa due giorni. Tutti i tamponi molecolari effettuati lunedì scorso sono fortunatamente risultati negativi, quindi anche loro sono potuti rientrare al lavoro.

Il comando, fra l’altro, deve fare i conti anche con un certo numero di agenti che, dopo aver ricevuto il vaccino di AstraZeneca, per qualche giorno sono rimasti a casa con la febbre. Fra loro la stessa comandante Annalisa Maritan, rientrata al lavoro ieri. «Operazione che – secondo il sindacato di polizia locale Sulpl – in situazioni normali sarebbe stato possibile definire di routine, ma che invece tenuto di conto della situazione pandemica sia da ritenersi estremamente sensibile e che, malgrado tutte le misure di sicurezza messe in atto e inerenti le tutele per le vie trasmissive del virus pandemico (sia a tutela personale ma anche delle altre persone interessate) ha comunque portato a un inevitabile e necessario isolamento precauzionale di diversi operatori di polizia locale coinvolti con ripercussioni, per questi ultimi, sia di carattere personale che per i rispettivi familiari. Ulteriore prova del diverso e più alto livello di probabilità di rischio alla quale sono esposti gli operatori di polizia locale rispetto ad altre categorie di lavoratori e senza nulla voler togliere a queste ultime». —

LA POLIZIA MUNICIPALE: "DECISIONE AL SOLO SCOPO PRECAUZIONALE"

In merito all’articolo apparso sulla prima pagina del Tirreno con il titolo “Vigili in quarantena” e al titolo di identico tenore pubblicato da poco sull’online, la comandante della polizia municipale Annalisa Maritan precisa che “gli agenti in questione non sono stati messi in quarantena, ma sono rimasti a casa un giorno a scopo precauzionale, in attesa dell’esito del tampone (poi risultato negativo) . Come correttamente scritto nell’articolo, uno straniero che si trovava nell’edificio sugli scali delle macine sgomberato, è risultato essere fuggito da un centro Covid del nord Italia e il 14 febbraio scorso questo soggetto risultava essere positivo. Questa persona, non appena identificata, è stata sottoposta al tampone molecolare, e fortunatamente è risultata negativa. Proprio per questo motivo per gli agenti che hanno avuto contatti con lui non hanno avuto necessità quarantena anche se, per ulteriore precauzione, sono state sottoposte al tampone".