La (s)vendita dei locali a Livorno: bar, ristoranti e hotel cercano acquirenti e i prezzi si abbassano  

Un’ immagine del ristorante-pizzeria Il Sassoscritto: l’attività storica con ben sessant’anni di storia conosciuta in tutta la Toscana è in vendita dal 2016 e negli ultimi tempi di emergenza sanitaria il costo per acquistarlo è calato di decine di migliaia di euro (foto Silvestri)

Due le cause: difficoltà nel passaggio generazionale per portare avanti l'attività e la pandemia che ha fatto precipitare gli incassi. Il proprietario del Sassoscritto: «Ho abbassato la richiesta pur di lasciare»

LIVORNO. In alcuni casi manca il ricambio generazionale: imprenditori che sono andati avanti per decenni, gestendo attività e locali visti ancora oggi come punti di riferimento sul territorio, e che ora preferiscono fare un passo indietro per l’età o perché i figli hanno preso strade diverse. In altri casi la pandemia ha colpito in modo pesante: i mesi di chiusura, le spese che sono rimaste invariate, i ristori e i rimborsi insufficienti per coprire le perdite, le difficoltà organizzative tra fascia gialla, arancione e rossa. Così il mercato immobiliare del nuovo anno è ripartito soprattutto sul lato commerciale, come confermano le stesse agenzie del settore presenti a Livorno. «Il covid ha portato ad una lieve contrazione del mercato solo all’inizio, già nella primavera scorsa il trend è risalito: ovviamente parlo di una fascia di acquirenti alta, sia italiani che stranieri. In questo periodo le occasioni non mancano», fanno sapere dalla Lionard, società leader nel settore immobiliare di lusso.

Bar, ristoranti, pizzerie, osterie, locali di qualsiasi tipo. Da una parte i gestori o i titolari arrivano a chiedere fino al 30% in meno pur di vendere l’attività e di chiudere in fretta un capitolo della loro vita, dall’altra ci sono imprenditori con capitali a disposizione che stanno cercando occasioni del genere.


A Livorno l’esempio più significativo è quello dello storico ristorante Il Sassoscritto: la licenza è in vendita già da qualche anno, ora il prezzo è stato abbassato di decine di migliaia di euro e i gestori sperano nella svolta.

SASSOSCRITTO: LA STORIA

Una veranda a picco sul mare. La curva del film Il Sorpasso a poche decine di metri, dove nei giorni scorsi è stato anche girato lo spot della Lamborghini. Le specialità di pesce, l’ambiente elegante e familiare allo stesso tempo. Una storia iniziata quasi sessant’anni fa, nel 1964, quando la famiglia Taddei decise di investire lungo il Romito e inaugurò Il Sassoscritto, ristorante frequentato nel corso degli anni non solo dai livornesi, ma anche e soprattutto da migliaia di turisti di passaggio. La decisione di lasciare e mollare tutto risale a circa cinque anni fa, ma per il momento nessuno ha ancora presentato una proposta concreta per subentrare nella gestione.

«Noi siamo in affitto, vendiamo solo la gestione – sottolinea Daniele Taddei, che gestisce Il Sassoscritto insieme allo zio Luciano – al di là dell’ultimo anno in cui l’emergenza sanitaria ha tagliato le gambe a tutto il mondo della ristorazione, il locale funziona e i clienti continuano a venire».

E aggiunge dalla sua casa in Valdera: «Abbiamo deciso di vendere solo perché siamo stanchi, molto stanchi: mio zio ha 72 anni, io abito a Pontedera e venire tutti i giorni sul Romito non è il massimo, tanto che personalmente sto già cercando un’alternativa».

LA VENDITA

Chiaramente da marzo dell’anno scorso «le conseguenze dell’emergenza sanitaria si sono fatte sentire», ma l’idea di vendere «nasce da lontano e non è legata alla pandemia». Di recente la famiglia Taddei ha provato ad abbassare il prezzo di vendita della licenza, senza però ricevere offerte: oggi si parla di una cifra superiore ai 200mila euro, anche se dal Sassoscritto non confermano e preferiscono portare avanti una trattativa riservata senza parlare di cifre. «Il prezzo – conferma Daniele Taddei, 52 anni – è stato rivisto in relazione al periodo che stiamo attraversando, ma di certo non possiamo regalare un locale storico come questo. Qui c’è una vista spettacolare, qui abbiamo un panorama unico, qui sono venuti a pranzo e a cena anche volti della televisione come Mike Bongiorno e Bruno Lauzi, qui c’è la curva del Sorpasso che è un simbolo per il nostro territorio. Il Sassoscritto si porta dietro una storia, la mia famiglia lo gestisce da 57 anni: ci piacerebbe trovare imprenditori e persone con lo spirito giusto, ristoratori capaci di continuare a scrivere altre pagine di un’attività che richiama la tradizione livornese».

LA PANDEMIA

Nell’ultimo anno il ristorante sul Romito è rimasto aperto solo per pochi mesi, viste le restrizioni e le misure anti-contagio su tutto il territorio, e la famiglia Taddei non ha lanciato la consegna a domicilio né il servizio da asporto per motivi logistici. «Per noi – le parole di Taddei – è quasi impossibile gestire servizi del genere: sotto questo aspetto non siamo in una posizione favorevole, Il Sassoscritto va vissuto nella nostra veranda che si affaccia sul mare. Stiamo parlando di due modalità di vendita completamente diverse». Resta il fatto che i gestori hanno sempre cercato di puntare sul rapporto qualità-prezzo, affiancando la pizzeria alla cucina legata al pesce e alle tradizioni. «I nostri piatti forti sono sempre stati il cacciucco e i primi di mare. Il locale era partito con questa filosofia, grazie a mio padre e all’altro mio zio, e continua a lavorare in questa direzione. Oggi ci danno una mano anche mia madre Graziella e mia zia Maria Luisa, ma portare avanti un locale del genere richiede un impegno che non riusciamo più a sostenere. La pandemia? Un dramma. Organizzarsi con il distanziamento dei tavoli e con i turni non è semplice, il settore della ristorazione è stato abbandonato».

RISTORANTI E BAR: PREZZI DIMINUITI DEL TRENTA PER CENTO 

LIVORNO. Chi ha capitali da investire, oggi, in tempi di pandemia, si fa avanti. Il coronavirus se da una parte ha stroncato l’orizzonte di tanti negozi che, purtroppo, non hanno retto, dall’altra ha alimentato i sogni di quelle persone che, invece, hanno più possibilità di acquistare. A prezzi che in questo anno hanno subìto una sforbiciata anche del 30 per cento, soprattutto nel caso di attività come bar e ristoranti. Di solito si cercano fondi già locati, soprattutto di quelle attività dai costi di vendita in picchiata, oppure di negozi a prova di lockdown come panifici, alimentari, tabaccherie (queste ultime hanno l’obbligo di licenza).

A confermarlo è direttamente l’agenzia Favati che ha sede sul viale Carducci. «Le richieste oggi si sono spostate su quelle attività diciamo di primaria necessità che restano aperte sempre, a prescindere dai lockdown», spiegano. «Sono tanti i giovani che in questo periodo si fanno avanti per cercare un’attività che possa diventare il lavoro della vita: dà molta soddisfazione accompagnare le persone nella realizzazione dei propri sogni. Sicuramente ci sono anche tante paure visto il momento, soprattutto di non farcela. Di solito i giovani vengono da noi con le rispettive famiglie che danno quasi sempre il sostegno economico per cominciare». L’agenzia immobiliare ha cominciato la propria attività nel 1981, l’anno dopo si è specializzata nel settore commerciale. Allora era l’unica in città. Si parla di tempi in cui le agenzie immobiliari non erano più di quaranta, a fronte di un "oggi" dove a contendersi il mercato livornese ce ne sono oltre duecento. L’attività si concentra su tutta la provincia di Livorno.

«Oggi, in questo momento storico, il prezzo di bar e ristoranti è calato del 30 per cento», affermano loro che negli anni hanno portato a termine molte trattative importanti in città dal punto di vista commerciale. Alcuni esempi? La vendita della Baracchina Rossa, dello chalet Sarsa Verde e della vicina Oasi. E cosa sta succedendo al tessuto commerciale livornese in tempi di pandemia? «Pensavamo che non comprasse più nessuno, e invece», vanno avanti dall’agenzia che in tanti anni di attività ha raccolto, in alcuni casi, la disperazione di chi è stato costretto a vendere per problemi economici, e dall’altra ha dato vita ai sogni di chi ha cominciato nuove sfide commerciali. «In questo momento - spiegano - è aumentato l’interesse verso alcune tipologie di attività, ovvero quelle con obbligo di licenza come le tabaccherie. Purtroppo il decreto Bersani con la liberalizzazione delle licenze ha creato un grande disordine commerciale». E ancora: «Chi compra oggi ha facilità di pagamento quindi questa cosa agevola le vendite: comunque a prescindere dal covid, noi trattiamo oggetti buoni sul mercato e, per questo, non abbiamo solitamente problemi a vendere».

Dall’ufficio di viale Carducci si sono concluse trattative commerciali che oggi hanno oltre 30 anni di vita. «Abbiamo seguito la vendita di locali di padri e poi successivamente dei rispettivi figli: anche questa è una soddisfazione». Favati guarda a Livorno e si chiude con un’identikit dei "nuovi acquirenti" che strizzano l’occhio alla città: «Tanti stanno venendo da fuori città: sono interessati a strutture importanti, apprezzano Livorno, la chiamano città particolare dove la gente si muove in modo libero». Non si va oltre. «Sono tutte trattative riservate». --

ALBERGHI SUL MARE A CACCIA DI ACQUIRENTI

È una Livorno a sei zeri quella che "gira" sul web, tra gli immobili e le attività commerciali in vendita sui siti specializzati. Una città che strizza l’occhio ai milionari del mondo. Una città e una costa per certi versi da fiaba se si guarda al boutique hotel Gennarino con le sue torri che fanno sognare. Sul catalogo della storica agenzia immobiliare fiorentina Lionard, specializzata nella vendita di ville e proprietà di lusso non c’è solo l’albergo sul viale Italia, ma pure Il Romito, struttura gestita dalla famiglia Pellegrini dal 1972 e composta da ristorante, pizzeria, bar e hotel. Si tratta di ottocento metri quadrati affacciati sul mare per una richiesta, si legge sul sito internet della Lionard, che è compresa tra i 2, 5 e i 5 milioni di euro. «Si tratta di un incarico dato qualche anno fa, oggi Il Romito non è in vendita: il discorso è complesso e preferisco non entrare nei dettagli», replica il titolare Marco Pellegrini. Del boutique hotel di charme Gennarino, oltre che sul sito dell’agenzia immobiliare fiorentina, se ne parla anche su Immobiliare. it. Su questa vetrina virtuale si legge che l’albergo è in vendita per 4 milioni di euro. "La struttura offre una ampia scelta di destinazione per futuri proprietari - continuare ottimamente avviata struttura alberghiera di alto livello o trasformarla in una residenza privata di grandi dimensioni per una famiglia o creando più unità", si dice della struttura ricettiva, tutt’ora aperta e gettonata da chi viene a Livorno per lavoro. Sì, perché la pandemia per ovvie ragioni, ha travolto anche questo tipo di attività. I proprietari, interpellati dal Tirreno, confermano che l’albergo è aperto e funzionante, ma sulla questione della vendita preferiscono non commentare. Al timone del castello-hotel c’è la famiglia Maniscalco che nel 1979 grazie rilevò l’attività dall’imprenditore Alessandro Gennarini, soprannominato "Gennarino", appunto. 

L'HOTEL STORICO CALA DI QUATTRO MILIONI IN DUE ANNI

Il gigante liberty, ormai addormentato e semivuoto, che un tempo era niente meno che il Grand Hotel Corallo è ancora in vendita a 3milioni e 500mila euro. Ben 4 milioni in meno rispetto al 2019. La sforbiciata la dice lunga sul periodo di crisi che stiamo vivendo, aggravato dalla pandemia in corso. A raccontare che quell’ ex albergo storico inaugurato nel 1910, costruito 2 anni dopo il vicino stabilimento termale dallo stesso Angiolo Badaloni è sul mercato è ancora una volta il sito della società fiorentina Lionard Luxury Real Estate. All’interno ci sono vari uffici. Si tratta di un edificio di 9.600 metri quadri disposti su cinque piani fuori terra oltre il seminterrato e un annesso posteriore su di un piano. Non mancano le torrette, gli stucchi e tutto quel fascino oggi decadente alle porte della città. Un edificio che avrebbe voglia di risorgere. Chissà che il prezzo in picchiata non porti l’immobile a nuova vita. «Dalla nostra esperienza possiamo dire che la pandemia non ha fermato gli acquirenti con grandi capitali da investire e la Toscana è la favorita sia per gli italiani che per gli stranieri», chiudono dall’agenzia Lionard. -

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