I bolidi della Lamborghini illuminano la città: spot mondiale per Livorno

La Venezia dopo il Romito diventa il set pubblicitario. Riprese anche allo Scoglio della Regina e via Cairoli, poi la tappa a Bolgheri

LIVORNO. Lo scenario antico della Venezia Nuova e una delle espressioni più sensazionali della tecnologia automobilistica: il barocco settecentesco della chiesa di Santa Caterina e il design teso, spigoloso ed aggressivo di una “supercar” dalle prestazioni elevatissime che non tradisce l’età sebbene abbia compiuto mezzo secolo dalla sua presentazione.

Da tale netto contrasto di stili e di epoche emerge il fascino del clip pubblicitario girato in questi giorni a Livorno nel quale si potrà vedere una Lamborghini Countach aggirarsi nel cuore storico della nostra città sullo sfondo dei ponti, dei Fossi e degli edifici del quartiere Venezia. In precedenza, nella prima giornata di riprese, è stato invece possibile ammirare la potente spider Lamborghini Huracàn mentre solcava rombando i tornanti del Romito, un luogo simbolo immortalato nel film “Il sorpasso”, la celebre pellicola diretta quasi sessant’anni fa, nel 1962, dal regista Dino Risi.



Intitolato “Progress”, lo spot di una novantina di secondi girato dall’agenzia pubblicitaria milanese “Utopia” (con all’attivo un altro paio di videoclip dedicati alla “Lambo”) è infatti destinato a promuovere l’installazione e le funzionalità del sistema di infotainment con l’app “Amazon Alexa” a bordo della “Huracàn” ed a celebrare i cinquant’anni della “Countach” (il cui nome a differenza delle consorelle non viene dalla tauromachia) uscita appunto nel 1971, diventata iconica per la sua linea a cuneo e le caratteristiche portiere con l’apertura a forbice. Per questo in via dei Pescatori è stato allestito un set dall’aspetto vintage ambientato negli anni ’80 con la Nuova Pescheria recante l’insegna e le locandine di un cinema, mentre sul lato opposto sono stati ricreati un bar e un alimentari dove, insieme alla “Countach”, spiccano un motorino “Ciao” Piaggio e alcuni veicoli dell’epoca, fra i quali una Fiat Panda e un pulmino Volkswagen T2.

Le riprese hanno toccato anche altre location cittadine (come lo Scoglio della Regina e via Cairoli, mentre nei giorni il set era stata la strada del Romito, in particolare Calafuria, con le riprese che hanno bloccato per qualche ora l’arteria costiera livornese) per poi spostarsi a Bolgheri, lungo il viale dei Cipressi, una delle mete più evocative del territorio provinciale livornese che, così come l’immagine della nostra città, girerà in video nei vari canali social e durante gli eventi promozionale a livello mondiale del rinomato marchio automobilistico di Sant’Agata Bolognese con l’effige del toro nel suo stemma. Livorno è d’altronde assai nota per avere offerto il suo scenario ad un centinaio di film dei generi più disparati a partire dagli anni ’20 del Novecento, ma è stata pure scelta varie volte come location di spot pubblicitari per aziende di livello nazionale ed internazionale. In tal senso si possono, ad esempio, ricordare lo sketch girato oltre vent’anni fa presso la Baracchina rossa per pubblicizzare un prodotto anticalcare per lavatrice, il videoclip di una marca giapponese di stampanti e più di recente, un paio d’anni fa, lo spot di un grande gruppo bancario intereuropeo.

Oltre a quello pubblicitario odierno esiste però un altro filo che lega la nostra città alla Lamborghini. Quel filo si chiama Giotto Bizzarrini, l’ingegnere livornese di Quercianella entrato a buon titolo nella storia dell’automobilismo, quasi coetaneo di Aurelio Lampredi, l’altro geniale progettista labronico, entrambi accomunati da un passato prestigioso (e burrascoso) in Ferrari. Siamo nel 1963 quando Giotto Bizzarrini, lasciata la casa di Maranello e fondata la “Autostar”, viene chiamato da Ferruccio Lamborghini, già produttore di trattori agricoli e caldaie, per progettare il motore della vettura che vuole realizzare proprio, così narra la leggenda, per rivalsa nei confronti di Enzo Ferrari, il “Drake”.

Nasce così il 12 cilindri a V da 3.500 di cilindrata che viene montato sulla Lamborghini 350 Gtv, il primo modello della casa bolognese, rimasto però a livello di prototipo.

Nel 1966 quel motore, opportunamente modificato, sarà poi installato in posizione centrale/posteriore trasversale sulla celebre Lamborghini “Miura”, da cui prende il via la serie di auto sportive col nome derivante dal mondo della corrida, mentre lo styling è di Marcello Gandini, all’epoca un giovane disegnatore della Bertone, che in seguito firmerà la linea di molti altri modelli della casa di Sant’Agata Bolognese: dalla Countach alla Diablo, dalla Espada alla Jarama, dalla Urraco alla Marzal. Uno spot che verrà diffuso in tutto il mondo, anche grazie alla potenza dei social e di Internet in generale, sicuramente un grande palcoscenico per Livorno e per tutta la provincia che beneficerà così di una grandissima ribalta internazionale grazie ai “bolidi” della Lamborghini che stanno sfrecciando per la città. —

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