Inviato a Roma il piano da 1,5 miliardi e in Regione si parla di “modello Livorno”

Le Terne del Corallo il cui recupero è nel Next Generation

Salvetti in audizione nella commissione politiche europee. Ok dell’opposizione. La carta Dario per il ministro Cingolani

LIVORNO. Next Generation Livorno, il piano con 127 progetti da oltre un miliardo (che diventa 1,5 qualora si realizzi il miracolo di introdurre il Lotto Zero), incassa l’okay della commissione politiche europee della Regione Toscana. Ma soprattutto prende ufficialmente la strada di Roma, destinazione Mise, Economia, Transazione Ecologica e Lavoro per accreditarsi al plafond nazionale dei fondi del Recovery Fund. Lunedì, dopo l’audizione del sindaco Luca Salvetti, il clima negli ambienti del centrosinistra era alle stelle.

Anche perché il piano ha incassato un generale apprezzamento pure dai partiti di opposizione (sia per il lavoro svolto ed una strategia che guarda alla città ma anche al territorio regionale, sia probabilmente per il clima ecumenico instaurato dal nuovo governo Draghi). Tanto che, di ritorno da Firenze, il consigliere regionale Francesco Salvetti, già presidente della commissione europa, ha parlato di “modello Livorno”, non tanto come laboratorio politico, quanto piuttosto come capacità di programmazione e di sinergia fra pubblico e privato.«In quattro mesi - ha ricordato il sindaco - Abbiamo messo in piedi un gruppo di lavoro che ha sviluppato contatti con la Regione, la città metropolitana, ma anche con le altre realtà della provincia e della nostra area. In questo caso, non interessa se il sindaco con cui vai a dialogare sia, o non sia, della stessa parte politica. L’intento comune deve essere quello di andare incontro al bene dei nostri territori, al di là del colore politico».

Salvetti ha sottolineato il ruolo prezioso del partner di progettazione, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in particolare del professor Paolo Dario, prorettore alla terza missione e docente di robotica all’istituto della scuola. Proprio Dario potrebbe essere la carta vincente da giocare sul terreno romano. «Ha già presentato progetti europei - ha detto Salvetti - e ci ha aiutato ad avere un’idea della visione dell’Europa per aree come la nostra. Ho scoperto con piacere che conosce bene il professor Roberto Cingolani, ora divenuto ministro: potrà esserci di ulteriore aiuto». Il Next Generation Livorno, nelle mani del presidente della Regione Eugenio Giani che già si era speso caldeggiando alcuni progetti, come quello degli “Uffizi al Mare” che dà un lato consente alla Regione di avere una base prestigiosa per il programma del museo diffuso, dall’altro dà la possibilità a Livorno di restaurare le terme liberty del Corallo, abbattendo il truce cavalcavia che ne deturpa la visione. Col Corallo la partità più grossa è quella delle infrastrutture viarie con Livorno e Pisa che, con Rfi, hanno studiato l’ipotesi di una tramvia di superficie che collega il porto di Livorno con la Torre pendente e che corre su binari nuovi tra Calambrone, Stazione San Marco e Stazione Marittima. L’opera da sola vale poco meno della metà del Next Livorno: 484 milioni. E la velocizzazione del trasporto pubblico locale.

«La Regione, prima di inviare il proprio piano di novembre avrebbe avuto il dovere e l’obbligo di ascoltare i territori. Delle richieste di Livorno, ad esempio, c’è poco e niente”, ha detto il vicepresidente della commissione Giovanni Galli (Lega), che ha apprezzato “la visione complessiva del territorio, una visione di città metropolitana costiera, che il sistema tranviario deve mettere in collegamento», criticando i 750 milioni della Regione solo per il sistema tranviario di Firenze. Massimiliano Pescini (Pd), ha parlato di un “lavoro molto accurato, può essere considerato un modello che può risultare utile agli altri territori della Toscana”. Valentina Mercanti (Pd), si è complimentata con Livorno “ per aver ribaltato la logica consueta e privilegiato i progetti”.E Gabriele Veneri (FdI) ha avvertito Giani: «La Toscana sarà più forte se saprà ascoltare le proposte dei territori e coinvolgere le province sulla spinta di quanto fatto a Livorno». —

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