Arrivi, partenze e date dei furti a Capraia: così è iniziata la caccia al “Giuda-Lupin” - Video

la nave della Toremar che collega Capraia con Livorno, piazza Milano, poco distante dalla chiesa è stato messo a segno l’ultimo furto ai danni del proprietario del tabacchi dove sono stati rubati 60mila euro dalla cassaforte e la cassaforte aperta dal ladro

Va avanti l’inchiesta dei carabinieri per risalire all’identità del ladro che negli ultimi anni ha rubato quasi 150mila euro

CAPRAIA. I capraiesi sono gente abituata a convivere col vento forte. Soprattutto nella stagione invernale. Perché qui Libeccio e Grecale, da un momento all’altro, possono fermare tutto: la nave per Livorno, i pescherecci in banchina e gli esempi virtuosi di agricoltura e pastorizia nati negli ultimi anni su questo scoglio più vicino alla Corsica che all’Italia.

Ma l’aria che tira da qualche giorno tra porto e paese è roba che gela polsi, sentimenti e rapporti. È il vento del sospetto. Quello che ti fa sospettare della persona con cui sei al bar a prendere il caffè, che saluti la mattina in piazza, che ti dà uno strappo in auto per arrivare al porto o al quale chiedi un metro di lenza per finire un palamito, possa essere il “Giuda-Lupin” che negli ultimi anni ha svaligiato decine di case, capace di far sparire, tra soldi e gioielli, circa 150 mila euro, senza mai essere scoperto.

Capraia, ecco il percorso del ladro Lupin che ha svaligiato la tabaccheria



Come spiega Fabio Mazzei, vicesindaco e pure lui derubato all’inizio novembre: «Siamo tutti indagati, ed è giusto così». Perché ormai «il bubbone – come lo chiama Mazzei che nella cassaforte teneva i risparmi degli ultimi quattro anni e i soldi della mamma per un totale di oltre 15 mila euro – è scoppiato con gli articoli e i servizi in televisione. E mi auguro che adesso i carabinieri vadano fino in fondo in questa storia». Per calmare il vento del sospetto e riportare giustizia e serenità nella testa di chi, oggi sull’isola ci sono meno di duecento persone, da giorni non fa altro che guardarsi le spalle, anche dai cattivi pensieri.

«Stiamo diventando tutti dei piccoli Sherlock Holmes – ammette una commerciante nata e cresciuta a Capraia – e non è una bella sensazione. Per quello che mi riguarda, subito dopo il primo furto, ho messo le telecamere alla porta. Che rubi o non rubi – prosegue – l’ho fatto per scoprire chi è il ladro».

Perché di voci, sussurrate a denti stretti, ce ne sono. E molte. «Non può fare tutto da solo – dice qualcuno – deve esserci un palo». E poi: «Per entrare dal tabaccaio il ladro è passato da un pertugio talmente stretto che solo un uomo molto esile oppure una donna poteva passarci». Ma come ha ripetuto la sindaca, l’unica certezza è che il responsabile «è uno di noi».

Ecco perché negli ultimi giorni i carabinieri dell’isola col supporto dei colleghi del comando provinciale di Livorno, hanno accelerato l’indagine. Rispolverando le vecchie denunce, cerchiando in rosso i giorni in cui si sono verificati furti e confrontando le date con gli arrivi e le partenze dall’isola (la biglietteria delle Toremar identifica tutti i passeggeri che salgono a bordo) per verificare se qualche nome possa essere talmente ricorrente da generare qualche sospetto. Ma è ovvio che per il momento è come cercare un paio di sci da Aegylon, la boutique nel centro del paese che vende parei e costumi.

C’è poi un altro aspetto da chiarire prima che non si trasformi in una falsa pista. E riguarda il particolare che il ladro sia a conoscenza dei segreti delle case e delle abitudini dei capraiesi. Il meccanismo lo spiega bene lo stesso vicesindaco. «Negli ultimi anni – fa notare – a casa mia, a parte i familiari, saranno entrate tre o quattro persone».

Quindi in pochi, come per la cassaforte svuotata dal tabaccaio dove c’erano 60 mila euro, sapevano della presenza di un cassetta di sicurezza nell’armadio. «Ma a Capraia – va avanti – basta che qualcuno dica di averla vista, anche in una normale chiacchierata, che la voce può girare, si sparge arrivando magari all’orecchio sbagliato». Quello del Giuda che tradisce i suoi fratelli. Com’è successo, molto probabilmente all’ex professoressa derubata tre anni: era uscita poco di buon mattino per portare il cane fuori e quando dopo mezzora è rientrata ha trovato la villetta svuotata di soldi e gioielli.

È in questo clima che alcuni residenti hanno sottoscritto la proposta al sindaco di organizzare una assemblea pubblica con tutti i residenti per discutere di come affrontare questa emergenza. «Basterebbe – dicono che le telecamere che l’altra notte non hanno funzionato vengano riparate. E che la banca, almeno una volta a settimana riapra per fare i versamenti. In questo modo si eviterebbe che i capraiesi tengano i contanti in casa». In attesa che il vento del sospetto si plachi e torni finalmente un po’ bonaccia. —

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