Mi manchi come una scritta, la pubblicità dei materassi copre la dichiarazione d’amore per i concerti

Lo slogan di Gabriele Milani è diventato il simbolo della speranza, rilanciato da Elisa e Vasco Rossi. L’autore: «È la legge della strada, ma quel messaggio non si può cancellare»

LIVORNO. Là dove c’era l’arte ora c’è la pubblicità di una famosa azienda che produce materassi. Per raccontare gli sviluppi di una vicenda che da Livorno è rimbalzata, via social, in tutta Italia è necessario tornare alla Rotonda di Ardenza dove nei giorni è comparsa la scritta “Mi manchi come un concerto”. L’autore è Gabriele Milani, fotografo e artista livornese che quel messaggio lo ha pensato come una dedica d’amore, «un modo per dire che ognuno ha le proprie mancanze e le sente dentro».



Si può sentire la mancanza di un concerto come di una persona amata, ora che la pandemia impone lo stop agli spettacoli dal vivo e la musica si può ascoltare solo in una dimensione privata. Gli scatti di quella scritta fatta in uno spazio solitamente destinato alle affissioni pubblicitarie hanno fatto il giro del web e, soprattutto uno (quello di Francesco Luongo) è stato condiviso da molti artisti: Elisa, Emma Marrone, The Zen Circus, Lodo Guenzi, persino Vasco Rossi. Un messaggio universale che ha fatto il giro del web. Ma là dove è nato adesso non c’è più: al suo posto si trova il manifesto pubblicitario di un negozio che promuove materassi, reti e poltrone relax. Anche gli spazi accanto sono stati riempiti da nuovi manifesti, d’altronde a quello servono e poi l’arte di strada è per sua natura deperibile.

Ma si poteva fare qualcosa per salvare la scritta? «È la legge della strada – dice Milani -. Per quanto si possa stare attenti a non deturpare un contesto urbano, chi fa incursioni come la mia sa benissimo che va incontro a una possibile rimozione. Il Comune ha fatto il suo dovere, indipendentemente dalla notorietà che la scritta ha raggiunto. Certo, ho ricevuto molte testimonianze di chi è rimasto deluso e sperava che, come accaduto per altre iniziative, l’opera potesse rimanere».

“Le cose ganze durano sempre troppo poco”, si legge in uno dei tanti commenti rilasciati sui social sotto ai post di chi ha pubblicato la nuova immagine dell’affissione. Ma tanto ormai il gesto di Milani è un patrimonio che resta e continua a vivere sul web, dove peraltro lo stesso artista ha pubblicato (sul suo profilo Instagram) il video che riprende il momento in cui realizza la scritta. E insieme un testo: «Il Covid-19 ci sta togliendo una parte di vita. Per me i concerti sono come le finali dei mondiali, sono condivisione, perché ti ricordi dove e con chi sei e restano ricordi indelebili della propria vita. La musica è libertà, è emozione condivisa, è empatia. La mia scritta è dedicata ai cantanti, musicisti, tecnici, organizzatori ma soprattutto a tutti coloro che per farci divertire lavorano nell’ombra e sono un patrimonio nazionale che deve essere tutelato».

Anche l’assessore alla Cultura Simone Lenzi interviene sulla vicenda: «Purtroppo le regole non ammettono deroghe e quella scritta andava coperta, ma è immortalata nel momento in cui è divenuta virale. Ha colto perfettamente un momento ed è uno di quei casi in cui si pensa che quel tipo di messaggio non si poteva dire meglio. Da scrittore provo ammirazione, chi ha scritto quella frase ha sicuramente il dono di una grande sintesi. Ma nel suo intento sapeva che non poteva durare per sempre». Per dare segnali concreti al settore della musica, invece, c’è ancora tempo: «Presenteremo – afferma Lenzi – le iniziative che abbiamo pensato stando alle possibilità di questo momento. Dobbiamo tenere duro fino all’estate e poi auspico che torneremo ai concerti. Ci mancano e la gente ha voglia di tornare a vivere qualcosa che fino a un anno fa dava per scontato, ma non lo è affatto». —

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