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“Mi manchi come un concerto”, sul lungomare di Livorno la dichiarazione d’amore alla musica che non c’è più

Alla Rotonda un graffito sintetizza il grido di dolore di addetti ai lavori e appassionati. L'artista che ha avuto l'idea: «I manifesti pubblicitari sono vuoti, vanno riempiti in qualche modo...»

LIVORNO. «Mi manchi come un concerto». Città di provincia, qui non girano i capitali, anche il porto suscita illusioni e il mare è sempre un’ottima scusa per non pensare al domani. La storia, quella sì, ci ha visti protagonisti, ma di tracce ne restano poche e allora dove scorre il racconto di chi siamo e cosa vogliamo? Livorno fa rima con "torno", infatti l’autore di questa scritta fatta sul lungomare d’Ardenza è un giramondo che a un certo punto ha sentito il bisogno di rientrare alla base.

Si chiama Gabriele Milani, è un artista e fotografo livornese e quella frase l’ha pensata così: «Per colpa della pandemia non ci sono concerti o spettacoli da promuovere sugli spazi riservati ai manifesti pubblicitari, così ho pensato di riempirne uno con un messaggio che, nella sua semplicità, può arrivare al cuore di tutti. Perché la musica ha questo potere, ma a livello creativo io volevo che fosse proprio una dedica d’amore: il gesto di chi, follemente innamorato, scrive di getto senza badare troppo alla forma. Per la precisione, io non pensavo a nessuno in particolare, perciò quella frase è un modo per dire che ognuno ha le proprie mancanze e le sente dentro. In questo momento storico le nostre libertà sono mitigate, ma il senso di libertà che si prova a un concerto è qualcosa che tutti conoscono».

Ed ecco che, contro ogni sua più rosea aspettativa, sui social cominciano a girare immagini di questa scritta divenuta virale. Il primo scatto, in bianco e nero, che ha iniziato a girare è di Francesco Luongo, musicista e fotografo livornese che di fatto l’ha resa il manifesto di un’epoca e di una città al tempo della pandemia da Covid-19. Anche la cantautrice Elisa ieri l’ha condivisa facendo decine di migliaia di visualizzazioni; come lei Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, Emma Marrone e anti altri artisti hanno contribuito a diffondere il messaggio di Gabriele Milani. Molti hanno scritto che è stata scattata a Napoli, in Salento o altrove, ma sopra quello spazio pubblicitario c’è una scritta che recita "Comune di Livorno" e quindi non c’è modo di bluffare. Non avremo i mezzi o le opportunità che offrono altre città, ma in quanto a creatività abbiamo tanto da dire, da sempre.

Un’altra foto che ha fatto il giro dei social è quello di Laura Bolognesi. L’incursione di Milani non è che l’ultima trovata di un posto che sui muri o per le strade racconta molto di sé. Anche stavolta è uscito dai suoi confini per lanciare un messaggio universale, che unisce l’amore con la musica. "Se la musica è il cibo dell’amore, suonate" diceva William Shakespeare. Ma l’emergenza sanitaria ha chiuso teatri, palazzetti, live club e circoli, quindi niente concerti da ormai quasi un anno a questa parte. Il vuoto avanza e si fa più pressante con il passare dei mesi, senza contare le difficoltà che tutto il comparto legato agli eventi e spettacoli dal vivo sta attraversando. Anche il The Cage ha contribuito a far circolare l’immagine della scritta "Mi manchi come un concerto" scattata da Luongo: «Quella foto è bellissima - dice Toto Barbato, direttore artistico del The Cage -, ma ci auguriamo che, quando questa emergenza sarà passata e tutto riaprirà, la gente riprenderà a frequentare i luoghi della cultura e a venire ai concerti».

Anche per gli altri campi dell’arte è un momento duro. Gabriele Milani, ad esempio, si è ingegnato per compensare la riduzione del suo lavoro fotografico per lanciarsi in progetti artistici come "Teste di L’ego", mentre dopo aver contribuito alla curatela della mostra per i 130 anni della Svs è diventato un volontario che dà il suo contributo anche per l’emergenza Covid-19.

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