Favilla, mano tesa al Livorno: «Pronti 10 milioni di euro per la società»

La trattativa ha registrato un’accelerazione che potrebbe portare alla chiusura: la nostra intervista al petroliere

LIVORNO. Accende il telefonino, lo schermo si illumina, appare il collegamento online a un istituto di credito e compare sul conto l’accredito di una cifra superiore agli 11 milioni di euro. Con questo gesto un po’ scenografico, il petroliere Franco Favilla vuol fare capire subito che le sue intenzioni sono serie a proposito dell’acquisto del Livorno calcio. E ci sollecita a contattare la banca per verificare che le cose stanno davvero così. Poi ammette: «Sì, sono interessato all’acquisto del Livorno. Ma qui non ci vogliono chiacchiere, servono soldi e tanti. Per questo ho accantonato dieci milioni di euro da destinare a questa operazione».



Che tradotto significa: la trattativa non è conclusa, ma comunque ci siamo quasi. Ottimisti? Diciamo che le parole di Favilla in questa chiacchierata in esclusiva con il Tirreno (a cui poi si sono aggiunti anche il presidente Giorgio Heller e il sindaco Luca Salvetti) sembrano molto chiare e fanno capire che la trattativa ha registrato un’accelerazione che potrebbe portare alla chiusura già nella giornata di domani.

Intanto non è un fatto secondario che per il secondo sabato consecutivo Favilla – milanese ma residente in Svizzera – raggiunga Livorno per parlare di persona con i vertici della dirigenza amaranto e con il primo cittadino. La prima volta, una settimana fa, lo ha fatto in maniera riservata («non ho mai avuto alcun interesse ad apparire sui media», spiega l’imprenditore), ma è stato subito “scoperto” dal Tirreno. Così ieri mattina, quando ha rimesso piede a Livorno, ha preferito incontrare direttamente il giornale della città. «Tanto lo avreste comunque saputo – afferma – dunque meglio agire in maniera trasparente».

Se non ci fosse un reale interesse a portare a termine in maniera positiva questa operazione, chi glielo farebbe fare di andare avanti e indietro per la penisola? «L’interesse è vero – risponde Favilla – e abbiamo risorse e capacità per compiere questa operazione. Io, lo dico subito, non sono un esperto di calcio ma di numeri ci capisco e in questi giorni stiamo verificando i conti del Livorno, stiamo leggendo le carte e cerchiamo di capire bene i rapporti con i soci attualmente presenti nel club. Stiamo effettuando la due diligence com’è normale che avvenga in questi casi e a breve avremo un quadro chiaro della situazione. Nel frattempo ho già messo da parte un budget da 10 milioni di euro: qui non ci vogliono finanziamenti delle banche, ci vogliono soldi per far sì che il calcio continui a vivere a Livorno. Questa operazione sportiva ha un valore di cinque-sei milioni di euro, mentre per la stagione in corso servono almeno due milioni: se non avessi questa disponibilità, non sarei qui».

Va ricordato, al riguardo, che Franco Favilla è fondatore, presidente e amministratore delegato della Seasif Holding, multinazionale presente in tutto il mondo con attività e interessi in diversi settori, dall’immobiliare alla vendita di commodities come il petrolio. Cinquantaquattro anni, nato a Milano e residente in Svizzera, opera nel settore petrolifero, in particolare quello ecologico, ed è anche considerato uno dei massimi esperti di oro a livello mondiale, tanto che con la sua società rappresenta il terzo produttore di oro nel Sud America. «In Italia è molto più complicato fare impresa – dice – ed ecco perché qui la mia società ha pochissimi affari. Però, attualmente, siamo impegnati nel porto di Manfredonia con un progetto di bio-carburante ecosostenibile».

Possibile, allora, che Favilla sia interessato al Livorno calcio per cercare di sbarcare poi in porto? «Questa è una operazione sportiva – replica il petroliere – ma non nascondo di aver chiesto al sindaco se nell’area portuale ci fossero spazi per il deposito dei prodotti e della macchina che produce questo biocarburante. Le due questioni, però, non sono collegate». Ma allora com’è che un facoltoso industriale che abita in Svizzera si sia interessato al Livorno? La risposta la dà Giorgio Heller. «Il mandato che mi sono dato è quello di trovare investitori per il Livorno – spiega il presidente – e in questa ricerca ho avuto la fortuna di in crociare Favilla. L’idea lo ha convinto ed eccoci qui: col calcio non si guadagna ma è un veicolo importante di promozione dell’immagine».

Mentre il sindaco non si sbilancia – ma è soddisfatto per la convinzione mostrata dall’interlocutore – riproviamo a chiedere a Favilla se è tutto fatto per l’acquisto. «Credo ci possa essere un accordo, come proprietario o comunque come sostegno finanziario. Non fatemi aggiungere altro...». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA