Il Comune di Livorno celebra il centenario del Partito comunista. Salvetti: "Un onore per me"

Una delle ultime commemorazioni della nascita del Partito comunista a Livorno (foto Marzi)

Molti eventi per l'anniversario. Il sindaco: "Un evento cruciale che ha inciso sulla storia culturale dell'Italia e della città"

LIVORNO. Il Comune ricorda, a partire dal 21 gennaio, l’anniversario della nascita del Partito comunista, avvenuto a Livorno tra due teatri: il Teatro Goldoni (dove si teneva un secolo fa il XVII congresso del Partito Socialista) e il teatro San Marco, nel quale si trasferirono i fuoriusciti dal Partito Socialista Italiano, ovvero gli aderenti alla frazione comunista capitanati da Amadeo Bordiga, alla presenza, tra gli altri, di Antonio Gramsci.
 
Il programma di iniziative avrà il suo inizio giovedì 21 gennaio, ma si svilupperà, secondo le intenzioni dell’Amministrazione comunale, durante tutto l’arco dell’anno, con una grande rassegna dopo l'estate-autunno dedicata al rapporti tra Partito comunista, arte, letteratura e cinema, e altri eventi che si svolgeranno compatibilmente con l’andamento dell’emergenza Covid-19. A presentarlo sono stati il sindaco Luca Salvetti, l'assessore alla cultura Simone Lenzi, alla presenza di alcuni dei numerosi soggetti che saranno coinvolti durante l'anno, fra i quali Istoreco-Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno, associazione culturale “21”, associazione culturale “Caffè della scienza Nicola Badaloni”, Uni Info News, Fondazione Goldoni.
 
“Il centenario della fondazione del Partito comunista – ha dichiarato il sindaco Luca Salvetti – è un evento cruciale che, da qualunque prospettiva si guardi, ha profondamente inciso sulla storia, non solo politica, ma anche culturale e sociale del nostro Paese, e ha caratterizzato profondamente anche l'immagine e identità della città di Livorno. Un vero onore per me, come rappresentante dell' istituzione cittadina avere l'opportunità di poter celebrare questo evento proprio qui dove si è verificato. La pandemia ha rischiato di limitare la possibilità di raccontare questo avvenimento, ma diluendo il calendario durante l'arco dell'anno riusciremo a ricordare l'evento con numerose e interessanti iniziative”.
 
Come ha precisato l’assessore Simone Lenzi, “i primi eventi in calendario saranno soprattutto simbolici, data la difficoltà in questa fase di inaugurare grandi mostre che potrebbero chiudere dopo pochi giorni, e data l’impossibilità di usare cinema e teatri, purtroppo ancora chiusi al pubblico, per rassegne culturali di ampio respiro. Dobbiamo rassegnarci in questa fase a una sorta di vaghezza dovuta ai DPCM che a seconda dell'andamento dell'emergenza allargano o restringono la nostra libertà di azione”.