L'arte della speranza, il Museo della Città è il primo a riaprire: a Livorno la bellezza ci aiuterà

Dopo il lungo stop, visitatori rapiti dalla mostra “Vissi d’Arte” ai Bottini dell'Olio. L'assessore Simone Lenzi: «Spero che i livornesi sfrutteranno questa opportunità»

LIVORNO. Dietro le mascherine il sorriso non si vede ma c’è, in perfetta sintonia con gli sguardi quasi famelici che si posano su ogni opera, su ogni pannello esplicativo. È il sorriso che accompagna passo passo questa piccola liberazione, via le catene dall’arte e dalla cultura, almeno quelle che imprigionavano i musei. E non importa se bisogna stare distanziati e le misure di sucurezza sono lì a ricordare che la nostra vita è ancora sconvolta dal covid, intanto quel che conta è riempirsi gli occhi e la mente di bellezza e ingegno, fantasia e visione, andare oltre la quotidianità ammirando opere immortali.

Nelle sale della a mostra “Vissi d’Arte” al Museo della Città dei Bottini dell’Olio, che raccoglie capolavori dell’arte italiana, in particolare quella che si sviluppa negli anni tra le due guerre, il primo giorno di riapertura sembra di essere a una festa silenziosa ma piena di gioia. Primo giorno di visite, dopo il lockdown che ha praticamente serrato l’esposizione del Museo della Città subito dopo la sua inaugurazione, ed è già un piccolo successo. Sono infatti almeno una quarantina le persone che non hanno voluto perdere neppure un giorno e subito si sono precipitate ad ammirare i dipinti di immesi autori come Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Mario Mafai, Scipione e Filippo De Pisis, e ancora Felice Casorati, Aligi Sassu, Ottone Rosai, Carlo Levi, Fausto Pirandello.

Tra gabbiani in volo e nature morte, paesaggi di mare e scene di vita catturate tra campagne e camere da letto, finalmente si viaggia magari con la mente. Famiglie con bambini curiosi, coppie, signore e signori imbacuccati con il catalogo in mano, si aggirano quindi con quell’aria complice di chi sta condividendo un’esperienza speciale, quasi proibita.Una liberazione insomma, non solo quella della mostra ma anche quella del museo, della sua unica collezione di arte contemporanea che i visitatori della mostra non si lasciano scappare, anche chi magari se la sono già vista più di una volta. La mostra resterà aperta fino al 29 gennaio, tutti i giorni esclusi sabato e domenica (la chiusura nei weekend è prevista dal decreto ministeriale): «Spero che i livornesi sfrutteranno questa opportunità» aveva detto l’assessore alla cultura Simone Lenzi l’altro giorno, quando la riapertura è stata ufficializzata. E sembra che la speranza non sia vana.

Intanto oggi altri luoghi livornesi del cuore, dell’arte e della cultura riapriranno i cancelli al pubblico, visto che il lunedì è il loro giorno di chiusura. Torna da oggi visitabile il Museo civico “Giovanni Fattori” a Villa Mimbelli. Dopo oltre due mesi di chiusura, finalmente si potrà rientrare nei lussuosi spazi della Villa Mimbelli, dimora dell'Ottocento in stile eclettico che raccoglie una straordinaria collezione di opere di macchiaioli e post-macchiaioli, e ovviamente i dipinti di Giovanni Fattori fanno la parte del leone. Nel museo rimarranno purtroppo chiusi, poiché sottoposti a interventi di rinnovamento e per questo è stata decisa una riduzione del biglietto a 4 euro per tutti. Riapre oggi anche il suggestivo Museo di Storia Naturale a Villa Henderson in via Roma con la sua sala del mare e le sue tante attrazioni, compreso il parco, che affascinano grandi e piccini. —

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