Addio a Milo Meini, medico e dirigente della sanità

Il dottor Milo Meini

Collesalvetti: abitava a Guasticce. Tossicologo e a lungo direttore del SerD di Pontedera, era in pensione da poco più di un anno

COLLESALVETTI. È morto a 61 anni Milo Meini, tossicologo medico, per lungo tempo direttore del SerD di Pontedera, da poco più di un anno in pensione. Pochi mesi fa era rimasto vedovo e nel frattempo la malattia di cui già soffriva ne ha causato la morte mentre era nella sua casa a Guasticce. Il dottor Meini, la cui competenza professionale era nota a tutti e da tutti riconosciuta, «era un uomo dotato di grande intelligenza ed ha rappresentato per anni a livello aziendale e regionale un autorevole punto di riferimento nella medicina delle farmacodipendenze, materia alla quale ha dedicato la sua intera vita», così lo ricordano i colleghi.

Un professionista serio che sapeva relazionarsi anche con i più fragili. Sapeva entrare in contatto con i pazienti in modo unico «e chi ha condiviso l’esperienza professionale lo ricorda come una continua e insostituibile fonte di ispirazione e apprendimento, sempre attento a recepire tutte le novità che potessero contribuire a migliorare le cure dei pazienti».


La notizia della scomparsa del dottor Meini ha colto di sorpresa tutti gli operatori del SerD di Pontedera che in queste ore testimoniano il loro cordoglio alla famiglia, stringendosi vicino alla figlia Lisa. «Siamo rimasti colpiti e addolorati – afferma Maurizio Varese, responsabile area dipendenze dell’azienda Usl Toscana nord ovest – Milo Meini lascia nell’azienda un vuoto umano e professionale difficilmente colmabile».

Oltre ai colleghi, alla direzione aziendale, si uniscono alle condoglianze, anche Mauro Maccari, responsabile settore organizzazione delle cure e percorsi di cronicità della Regione Toscana, Arcangelo Alfano per anni responsabile dell’Ufficio regionale Dipendenze e Patrizia Salvadori responsabile di Zona Valdera e Alta Val di Cecina.

Ieri pomeriggio a Livorno si sono svolte le esequie. In tanti hanno voluto essere presenti all’ultimo saluto dello stimato professionista della sanità. —

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