La mostra “Vissi d’Arte” torna a illuminare la città

Con il nuovo decreto i musei riaprono le porte e già domani sarà possibile visitare la preziosa esposizione ai Bottini dell’Olio. Lenzi: «Un’occasione da non perdere» 

LIVORNO. Si riaccendono le luci sull’affascinante e tormentato (dall’emergenza acovid) percorso della mostra “Vissi d’arte” al Museo della Città” che da domani, fino al 29 gennaio compreso, esclusi sabato e domenica, sarà di nuovo possibile visitare. Un effetto del nuovo decreto del consiglio dei ministri che consente l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura nei giorni feriali, e ovviamente con tutte le misure necessarie alla prevenzione del Covid-19.

«Ho appreso con grandissimo piacere la notizia che possiamo finalmente riaprire i musei, questo ci dà modo di riaprire la mostra “Vissi d’Arte” - dice l’assessore alla cultura Simone Lenzi - , una mostra a cui teniamo molto perché abbiamo messo insieme prestigiose collezioni offrendo la possibilità di una panoramica unica sull’arte italiana del ’900. Tra l’altro – ricorda Lenzi – questa mostra era partira bene, stava avendo successo, quando abbiamo dovuto chiudere come tutti gli altri musei in Italia. Ora speriamo che i livornesi possano sfruttare al meglio questa riapertura, il periodo che resta per visitarla non è lunghissimo ma è comunque una grande opportunità. Sono certo che non verrà sprecata».


Una visita, quella alla mostra “Vissi d’Arte” da godersi in tutta sicurezza, date le rigorose misure di distanziamento adottate ai Bottini dell’Olio. “Vissi d’Arte - Cento Capolavori dalle collezioni Della Ragione e Iannaccone” raccoglie le opere di alcuni tra i più grandi artisti italiani del Novecento. La mostra, inaugurata il 31 ottobre 2020, durante i pochi giorni di apertura nell’autunno scorso, ha riscontrato un ottimo successo di pubblico. Avrebbe dovuto chiudere i battenti il 31 gennaio ma il 30 e 31 sono sabato e domenica, quindi ad oggi l’unica possibilità è la riapertura fino al 29 gennaio compreso.

Il progetto della mostra è ideato da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, e a cura di Eva Francioli, Elena Pontiggia.

Sergio Risaliti riunisce per la prima volta, in un dialogo profondo e serrato, le opere di due importanti collezioni dedicate all’arte italiana del Novecento: quella di Alberto Della Ragione (1892-1973) e quella di Giuseppe Iannaccone (1955), entrambi accomunati dall’intensa passione nei confronti dell’arte italiana, in particolare quella sviluppata negli anni tra le due guerre.In mostra i lavori di grandi maestri come Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Mario Mafai, Scipione e Filippo De Pisis, e ancora Felice Casorati, Aligi Sassu, Ottone Rosai, Carlo Levi e Fausto Pirandello, disposti in un percorso dialettico dal forte impatto visivo.Il catalogo, pubblicato da Forma edizioni, è arricchito da saggi critici e schede di approfondimento sulle singole opere esposte.

Parallelamente alla mostra riapre, martedì, anche la collezione permanente contemporanea allestita presso l’ex Chiesa del Luogo Pio del Museo della Città, con opere tra gli anni ‘50 e ‘80 del Novecento che testimoniano l’attenzione della città di Livorno per le ricerche artistiche nazionali e internazionali. Una selezione del patrimonio artistico permanente del Comune di Livorno, confluito delle otto edizioni del Premio Modigliani e successivamente nell’apertura del Museo Progressivo di Arte Contemporanea di Villa Maria, un progetto museale per l’arte d’avanguardia, curato da Vittorio Fagone, Lara Vinca Masini e Aldo Passani, che prese forma negli anni 1974/1975 e si concluse alla fine degli anni ‘80 del ‘900.Negli interni barocchi della chiesa sconsacrata di piazza del Luogo Pio (a fianco dei Bottini dell’Olio e con questi collegata), quasi un museo nel museo, è conservata ed esposta una selezione di opere fra le quali il Grande Rettile di Pino Pascali e capolavori di altri nomi importanti del Novecento tra i quali Melotti, Manzoni, Castellani, Nigro, Tancredi Parmeggiani, Trafeli, Uncini, Vedova, Baruchello

Intanto non si è mai spenta in piazza del Luogo Pio l’intallazione di Vittorio Corsini “Light Mood” che la notte colora lo spazio della Lanterna del museo per simboleggiare la luce della cultura e della bellezza. L’opera cambia colore ogni 15 minuti, sulla base dei sentimenti che gli italiani esprimono su Twitter ed è visibile dall'esterno.

Questo progetto tra arte e tecnologia, che impiega un software per misurare l'andamento delle emozioni sul social network, è curato da Alessandra Poggianti e “sposato” dal Comune di Livorno. —