«Usavano i figli per spacciare durante il lockdown», undici indagati: ecco i nomi

L’indagine della Finanza

Negli sviluppi dell’indagine sul presunto peculato da parte di un ex dipendente del Comune di Collesalvetti emerge anche una rete di spaccio: chi è finito guai

LIVORNO. Negli sviluppi dell’indagine sul presunto peculato da parte della ex dipendente del Comune di Collesalvetti, è emersa anche una rete di spaccio attiva nel territorio di Pisa. Durante le intercettazioni nei confronti degli spacciatori, che si avvalevano negli spostamenti anche dei figli minori per non destare sospetti, in meno di dieci mesi, sono state rilevate 700 cessioni di sostanze stupefacenti per 3, 5 chili di hashish e mezzo chilo di marijuana. Gli indagati, peraltro, hanno operato anche durante la fase del primo lockdown: si è così giunti all’arresto di quattro persone in flagranza di reato e al sequestro di 100 grammi di stupefacenti.

Oltre a Francesca Gagliardi, indagata per peculato e Franco Ferrini, agli arresti domiciliari per spaccio e riciclaggio, il giudice ha disposto il carcere con l’accusa di spaccio per due stranieri residenti a Pisa: Ahmed Brahmi, 36 anni, e Maher Belakhal, 35. Nei confronti di Gharsallah Ben Hafedh, 51, il divieto di uscire di casa tra le 21 e le 7 del mattino. Per Gianluca Puccinelli, 57, l’obbligo di dimora nel Comune di Pisa e il divieto di uscire sempre tra le 21 e le 7 del mattino. Stessa misura cautelare anche per Silvio Angeletti, 55. Restano invece indagate altre cinque persone: Cristian Santacroce, 34, Gianluca Grilli, 51, Marco Grilli, 31 compiuti ieri.


Ma l’indagine non è ancora chiusa. Durante le perquisizioni avvenute all’alba di giovedì, infatti, sono stati sequestrati i cellulari di molti degli indagati implicati nell’attività di spaccio. I telefoni, adesso, saranno analizzati per verificare la rete di contatti che ognuno di loro aveva. E non è escluso che dalle chat possano emergere altre piste che però seguirà per competenza la procura di Pisa.