Palpeggia una ragazza in piazza della Repubblica: arrestato per violenza sessuale

L'intervento della polizia in piazza della Repubblica

Livorno: il giovane, un richiedente asilo di 28 anni nigeriano e residente a Piombino, è stato accompagnato in carcere dalla polizia

LIVORNO. Ha palpeggiato una ragazza in piazza della Repubblica, toccandola nelle parti intime e nell'interno delle cosce. Choc in centro, all'angolo con via de Larderel, dove un ventottenne nigeriano (richiedente asilo e residente a Piombino) è stato arrestato per violenza sessuale e trasferito nel carcere delle Sughere dalla polizia.
 
Tutto è avvenuto attorno alle 21 di mercoledì 13 gennaio, mentre la ragazza (una ventunenne dominicana) era in giro con due amiche livornesi. Stava per tornare a casa, visto che alle 22 sarebbe scattato il coprifuoco imposto dall'emergenza coronavirus, quando è stata avvicinata dal giovane che già nel primo pomeriggio, sempre lì, avrebbe creato diversi problemi importunando i passanti, tanto che le volanti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli, lo avevano già fermato e fatto accompagnare al pronto soccorso da un'ambulanza.
 
Poi, dopo essere stato dimesso dall'ospedale, la presunta violenza e l'arresto in flagranza di reato da parte degli agenti, prontamente intervenuti. Secondo quanto ricostruito dalla donna e dai diversi testimoni che avrebbero assistito alla scena, il ventottenne (nato nel '92) si sarebbe avvicinato all'improvviso alla giovane, iniziando a parlare in una lingua a lei sconosciuta (conoscerebbe per altro pochissimo l'italiano, pur essendo nel nostro Paese da circa tre anni) e rivolgendosi a lei con estrema rabbia.
 
Avrebbe cercato di palpeggiarla ripetutamente nelle parti intime, nonostante l'intervento delle amiche, poi è scappato. Ma in quel momento proprio una volante della polizia di Stato stava transitando in zona. E gli agenti, notando quanto stava accadendo all'angolo fra piazza della Repubblica e via de Larderel, lo hanno fermato, ammanettato e trasferito negli uffici di viale Boccaccio per essere ascoltato. Il ventottenne non avrebbe fornito alcuna spiegazione sul gesto e nella notte fra mercoledì 13 e giovedì 14 gennaio, su disposizione della sostituto procuratore di turno Antonella Tenerani, è stato accompagnato nel carcere delle Sughere. Nei prossimi giorni - verrà fissata entro le canoniche 96 ore dall'arresto - sempre all'interno del penitenziaria si terrà l'udienza di convalida.