Terminal Grimaldi, con 41mila euro sanati gli “abusi” al porto di Livorno: prosciolto Neri

Il presidente di Sdt ha risolto sia il problema edilizio che quello legato all’occupazione abusiva dell’area all'interno della Darsena Toscana

LIVORNO. L’ultima udienza davanti al giudice Alberto Cecconi dura pochi minuti. Il tempo necessario all’avvocato Paolo Bassano per presentare la ricevuta di pagamento pari a 338 euro con cui il suo cliente, Corrado Neri, 59 anni, in qualità di presidente di Sdt, società nata dall’alleanza fra Sintermar (storico partner di Grimaldi) e Tdt, ha sistemato l’ultima grana con la giustizia legata alla costruzione del terminal passeggeri di Grimaldi – per la quale Sdt cura i servizi a terra – all’interno della Darsena Toscana.

La contestazione riguardava un articolo del codice della navigazione «per aver senza la concessione prescritta – si legge – occupato suolo demaniale marittimo sulla sponda ovest del porto di Livorno intraprendendo l’installazione di una tensostruttura di circa 800 metri quadrati in acciaio, legno e plastica». L’altra contestazione, legata invece al reato edilizio per il quale era imputato il manager, era già stata risolta con una sanatoria di 41.018,40 euro versata al Comune di Livorno il 12 aprile 2019 e che ha estinto il reato edilizio.


È così che si chiude – con il proscioglimento di Neri – la storia processuale dell’indagine che, di fatto, ha aperto un presunto vaso di pandora sulle concessioni in porto e che vede manager delle maggiori compagnie e gli ex vertici dell’Autorità portuale indagati in un altro procedimento ancora in corso. Per spiegare la vicenda legata alla realizzazione del terminal passeggeri di Grimaldi è necessario tornare al 7 agosto 2018 quando Sdt ha ricevuto – in via informale – il provvedimento del presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini che dava l’ok all’anticipata occupazione di quello spazio con la tensostruttura mobile.

Tra la firma e la comunicazione – è la ricostruzione – passa però del tempo durante il quale Sdt inizia la realizzazione del terminal e tutti gli adempimenti necessari. Ecco perché il 31 agosto, 24 giorni dopo il via, arriva il sequestro richiesto dal procuratore capo Ettore Squillace Greco. Ed è qui che nascono i due reati contestati a Neri. Il primo riguarda il presunto reato edilizio poiché – secondo la Procura – non si tratterebbe di una struttura rimovibile (come quelle del Lucca Comics ad esempio) bensì fissa. Allora Sdt effettua la richiesta di sanatoria al Comune di Livorno che si conclude nella primavera successiva estinguendo il reato.

Restava dunque in piedi solo la contestazione che riguardava i giorni in cui Sdt aveva occupato senza titolo quella fetta della Darsena Toscana. Problema risolto con l’oblazione presentata ieri. E che ha chiuso la vicenda processuale.

LA STORIA DEL SEQUESTRO

Dieci mesi sotto sequestro. È il 31 agosto del 2018 quando la capitaneria di porto e la finanza si presentano davanti al terminal passeggeri di Grimaldi, all’interno della Darsena Toscana, con il mano il provvedimento firmato dal giudice. Passa quasi un anno ed ecco il provvedimento di dissequestro firmato dal giudice Antonio Pirato. È il 9 luglio 2019. In mezzo una guerra di carte tra Procura e difesa. E la richiesta da parte di Sdt di sanatoria al Comune di Livorno. Proprio il documento dell’amministrazione rilasciato a Sdt il 12 aprile 2019 è l’atto che il giudice considera determinate per accogliere la richiesta presentata dal difensore.

«Rilevato - si legge - che con determina dirigenziale il Comune di Livorno ha rilasciato per messo a costruire in sanatoria avente ad oggetto l’opera (il terminale passeggeri di Grimaldi) ndr) di cui si contesta la natura di abuso edilizio in violazione della normativa urbanistico edilizio, valutato dunque che allo stato, sembrano venute meno le esigenze cautelari ravvisate in precedenza dai giudici» dispone la restituzione del bene. Fatti due conti e leggendo la determina del Comune a Sintermar Darsena Europa la sanatoria è costata poco più di 41mila euro. A presentare la richiesta al Comune - siamo all’11 ottobre 2028 - il legale rappresentante della società Marco Mignogna. L’ok dell’amministrazione arriva sei mesi più tardi che dà il via libera alla costruzione dell’opera «subordinato al pagamento delle spese di urbanizzazione e al costo di produzione»

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