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Muore a 53 anni in ospedale. Gli amici in lacrime: «Ci hai insegnato a vivere»

Enrico Lombardi, morto a 53 anni

Livorno, è deceduto dopo il ricovero per un’infezione renale: «La disabilità non lo ha mai fermato: si è laureato, ha viaggiato e si è sposato»

LIVORNO. Ha vissuto fin da piccolo sulla sedia a rotelle. Ma nonostante l’atrofia muscolare spinale, grazie alla sua tenacia, ha superato ogni ostacolo: con i suoi amici ha viaggiato in mezza Europa, si è laureato in scienze politiche all’università di Pisa, si è sposato con la sua dolce metà Simona Lancioni (conosciuta proprio ai tempi degli studi), diventando un punto di riferimento per le persone malate di distrofia muscolare e trovando lavoro in una cooperativa, la Cuore Liburnia sociale. «Ci ha insegnato a vivere, a comprendere cosa fossero davvero le cose importanti», così lo ricorda il suo migliore amico, Emiliano Carnieri.

Livorno e Stagno piangono Enrico Lombardi, morto il 12 gennaio a 53 anni. Ex presidente nazionale dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (la Uildm), nelle scorse settimane lamentava forti dolori alla schiena. Poi, purtroppo, dopo il ricovero in ospedale avvenuto nella notte fra sabato e domenica scorsi i medici hanno scoperto che non erano fastidi muscolari come pensava lui, ma una gravissima infezione a un rene che purtroppo, poco dopo le 12 di martedì scorso, l’ha strappato all’affetto dei familiari e delle tantissime persone che lo conoscevano e stimavano.


Negli ultimi anni – dopo aver abitato per tantissimo tempo a Stagno – Enrico viveva con la moglie, con cui si era unito in matrimonio nel 2012, vicino alla chiesa di Salviano. Figlio di Vittorio Lombardi (scomparso otto anni fa) e Giannina Liut, lascia i fratelli Marina e Massimo. «Mio zio era una persona libera, amata da chiunque – lo ricorda il giovane nipote Lorenzo Cecere Palazzo – e avevamo un bellissimo rapporto. Ricordo che quando ero piccolo andavo sempre a casa sua a giocare. Era tifosissimo dell’Inter, i suoi idoli erano Giacinto Facchetti e Javier Zanetti. Poi era appassionato di Nba, in particolare adorava Michael Jordan e Magic Johnson. Fra i suoi hobby anche la lettura, con Stephen King e un po’ tutto il genere fantasy. Con gli anni si era specializzato anche nei giochi di ruolo, al computer, ci dedicava molto tempo».

Dopo l’impegno come presidente dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, periodo della sua vita in cui è diventato un punto di riferimento per le persone affette dalle malattie rare, Lombardi aveva trovato lavoro come impiegato amministrativo nella cooperativa sociale Cuore Liburnia sociale di via Martin Luther King. «Era in grado di entrare in empatia con tutti senza far pesare la sua condizione fisica – racconta ancora il nipote – e nella vita ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissato».

I viaggi – tantissimi con i suoi amici – in Olanda, Germania, Inghilterra e Francia sono un bellissimo ricordo che chi gli è stato vicino conserverà per sempre. Come non dimenticare la trasferta in macchina a Parigi, 12 ore partendo da Livorno, col suo amico del cuore Emiliano Carnieri, compagno di banco ai tempi del liceo Enriques. «Abbiamo condiviso una parte importantissima della nostra vita – dice – diventando uomini insieme. Per l’ultima volta ci siamo sentiti poco prima di Natale e ci dovevamo vedere la scorsa estate, ma purtroppo per via del Covid abbiamo a malincuore dovuto rimandare. Il virus, per le persone come lui, poteva essere particolarmente insidioso quindi abbiamo rinviato. Evitavamo di incontrarci proprio per questo, per tutelarlo».

I contatti, comunque, sono rimasti ben saldi anche grazie alla chat di Whatsapp, dove Enrico ed Emiliano – con gli amici Andrea, Franco, Dario e Alessandro, che vive in America – si sentivano spesso. «Prima della pandemia ci ritrovavamo tutti insieme per fare le cene – racconta Carnieri – La nostra era un’amicizia vera, a noi lui ha dato tantissimo, ci ha trasmesso la voglia di vivere. Non lo dimenticheremo mai». L’ultimo saluto a Enrico si è celebrato il 13 gennaio, con la camera ardente aperta dalle 14 alle 14.30 al cimitero dei Lupi.