La Torre della Cigna sarà liberata a marzo Ecco la soluzione per le 24 famiglie

Troveranno posto nelle case di Caritas e Misericordia dopo l’ intesa fra Comune, associazioni e proprietà 

Andrea Rocchi

LIVORNO. E’ una partita a scacchi tra ragione, buon senso e giustizia che si gioca ormai da sei anni. Dal 2014, per l’esattezza, quando la Torre della Cigna in via Campo di Marte 29/31 viene occupata abusivamente da un centinaio di famiglie senza casa. E che diventa rovente dal 2019 quando il Tribunale di Livorno ne ordina lo sgombero.


Poi è una sequela di esecuzioni annunciate e rinviate, di rabbia e proteste degli inquilini che non vogliono finire sulla strada, di una delicatissima mediazione del Comune di Livorno, di un fragile confine fra chi ha i requisiti per ottenere un alloggio popolare e chi invece non ne ha. Il 31 dicembre scade la proroga al blocco degli sfratti e la storia della torre di 19 piani rischia di trasformarsi in una polveriera sociale. Fintanto che non si trova una possibile via di uscita, una soluzione di questi ultimissimi giorni e che è contenuta all’interno di un protocollo d’intesa che il Comune di Livorno firma con la società Investire Sgr Spa, società di gestione del fondo comune d’investimento Fip, una dei proprietari dell’immobile, l’Arciconfraternita Misericordia e la Fondazione Caritas onlus di Livorno.

Una mediazione caldeggiata del resto dalla cabina di regia sull’emergenza abitativa introdotta dal Prefetto di Livorno nel gennaio 2019 dopo che nel novembre dello stesso anno la sezione civile del Tribunale aveva autorizzato con decreto il sequestro giudiziario di una restante parte dell’edificio. L’accordo è stato sottoscritto lunedì scorso e – come spiega l’assessore comunali alle Politiche Sociali Andrea Raspanti – vale per quelle famiglie che hanno i requisiti e che sono in graduatoria. Dalla ricognizione fatta dal Comune nelle ultima settimane dentro la torre vivono oggi 35 famiglie vale a dire 76 persone. Ventiquattro di queste (59 persone) sono (o potrebbero essere perché hanno i requisiti) inserite nella graduatoria dell’emergenza abitativa. Di queste famiglie 15 si trovano in condizione di fragilità, nel senso che all’interno sono presenti anziani e minori. Tre famiglie (8 persone) possono invece essere già inserite in alloggi del Comune in quanto la commissione comunale ha già deliberato in tal senso.

Restano 17 persone che non hanno i requisiti e per i quali si stanno valutando soluzioni. Intanto il Comune pagherà 55.123 euro per i primi due mesi di alloggio dei 15 nuclei (34 persone) in situazione di fragilità. «Abbiamo inserito le persone “fragili” ai sensi della normativa - spiega Raspanti - ma anche tutti coloro che, pur non rientrando direttamente in quella definizione, lo sono rispetto ai nostri criteri di emergenza abitativa essendo in graduatoria». Il fondo proprietario, nel protocollo, si impegna a corrispondere a Caritas e Misericordia 300mila euro da corrispondere in due rate. La Caritas mette a disposizione dal 15 marzo gli immobili in via La Pira 9 (8 posti letto), in via delle Cateratte 15 al piano terra e al primo piano (4 famiglie) ed un posto letto donna per la struttura di via Donnini 167.

La Misericordia disporrà invece degli appartamenti in via Verdi 63 al secondo e terzo piano per 8 famiglie (31 persone). Una delle caratteristiche di questo protocollo d’intesa è che le soluzioni individuate potranno essere utilizzate non soltanto per gli occupanti della Torre della Cigna che ne hanno titolo, ma più in generale per tutti quei soggetti che vengono a trovarsi in una condizione di emergenza abitativa. Va detto che negli anni, dal momento dell’occupazione nel 2014 ad oggi, il numero delle persone che si erano ricavate un alloggio all’interno della grande struttura in vetro e cemento è andato via via calando. E questo - come sottolinea Raspanti - grazie anche alla mediazione dell’ufficio casa del Comune. Lo stesso assessore ricorda “lo spirito di collaborazione che hanno mostrato gli occupanti in questa fase non facile” e auspica che lo stesso venga mantenuto adesso che siamo di fronte ad una soluzione che impegna, con risorse messe sul piatto, il pubblico e il privato (una parte della proprietà, il fondo che fa riferimento a Cassa Depositi e Prestiti).

Oggi è previsto un incontro tra lo stesso assessore ed il sindacato Asia-Usb che da temo segue con attenzione la vicenda della Torre della Cigna. —

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