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Il testamento di Solange nell’ultima intervista: «Sentitevi liberi, così io ho avuto successo»

Un paio di mesi prima della scomparsa su 50 canale una trasmissione dedicata alla carriera del sensitivo dagli esordi a oggi: «Non mi sono mai vergognato di me stesso. Ho sempre lottato, non ho mai mollato senza pensare al giudizio degli altri»

LIVORNO. Il ricordo della nonna, «la mia nonnina». Il personaggio dello spettacolo a cui aveva letto la mano e che gli era rimasto nel cuore, «la splendida Michelle Hunziker». E poi quel «sentitevi liberi, siate liberi» che ha accompagnato la sua vita, la sua carriera, quel fregarsene delle difficoltà iniziali e dei giudizi che arrivavano dalla strada.

Un testamento, le ultime confessioni di Paolo Bucinelli – in arte Solange – in una trasmissione televisiva, una puntata interamente dedicata al suo successo. Solange si era raccontato un paio di mesi fa negli studi televisivi di 50 Canale, l’emittente in cui aveva iniziato a lavorare come sensitivo trash e con cui era tornato a collaborare negli ultimi anni. “Lei non sa chi sono io” , il titolo della trasmissione presentata dai giornalisti Pierluigi Cioli, volto storico di 50 Canale, e Serena Magnanensi, inviata di alcuni programmi di intrattenimento su Rai 1.


«Solange si era aperto raccontando tutto: gli inizi, la Rai, Mediaset, il cinema, il legame con tante stelle della tv – ricorda Cioli – in quella puntata (verrà riproposta domani sera alle 21 su 50 Canale, ndr) aveva parlato anche del dono della sensitività, secondo lui ereditato dalla nonna. «Quando morirò non venire al funerale, fai una bella girata in paese e stai tranquillo: io ti lascerò un dono» , gli aveva detto la sua nonna. Ecco, Paolo non l’ha mai dimenticato, non ha mai dimenticato quelle parole».



SOLANGE SU 50 CANALE

Solange era partito da 50 Canale negli anni’80 creando un personaggio trasgressivo e provocatorio, facendo il sensitivo e parlando in diretta con le persone esattamente come negli ultimi anni, quando si era riavvicinato all’emittente televisiva pisana. «Veniva spesso nelle mie trasmissioni come ospite, era riconoscente nei confronti della nostra tv e portava lustro a tutta l’emittente in modo gratuito, senza chiedere nulla – racconta ancora Cioli – quando le persone lo chiamavano in diretta, Solange si faceva dire tre numeri e chiedeva un argomento a scelta tra amore, fortuna e soldi, iniziando poi a parlare delle loro vite e del loro futuro. La gente pendeva dalle sue labbra, anche recentemente i nostri centralini sono andati in tilt per la sua presenza in studio. L’ultima diretta? Il 23 dicembre, era venuto per fare gli auguri di Natale alla redazione e a tutti i nostri telespettatori. Qui era uno di casa».

Talmente di casa che domenica si era collegato con Rai 1, con la trasmissione “Uno mattina in famiglia” di Tiberio Timperi e Monica Setta, dagli studi di 50 Canale. «Solange era sempre brillante, vivace, ma quella mattina era più spento del solito. Non stava bene, era andato al pronto soccorso e aveva qualche problema. Lunedì l’avevo anche chiamato».

SOLANGE NEL PRIVATO

«Non mi sono mai vergognato di me stesso. Ho sempre lottato, non ho mai mollato. Sentitevi liberi, siate liberi». Aveva aperto così quella puntata su 50 Canale, Paolo Bucinelli, trovato senza vita giovedì pomeriggio nel suo bilocale a Mortaiolo, a pochi chilometri dalla Collesalvetti dov’era nato. «Sono parole che rappresentano perfettamente il suo stile e il modo in cui ha vissuto – dice Cioli – negli anni’80 non era facile uscire con i capelli colorati, con lo smalto sulle unghie, con quel look così trasgressivo. Eppure non ha mai pensato al giudizio della gente, è sempre andato avanti. E poi le sue difficoltà iniziali sono state ripagate dal successo, dalla popolarità, da una vita negli studi televisivi più importanti».

Ma com’era Solange nel privato, nella vita di tutti i giorni? «Bravo, buono, generoso... Non c’era soltanto il personaggio estroverso, narcisista e fantasioso della televisione – risponde il presentatore di 50 Canale – se entravi nelle sue grazie, ti apriva il suo mondo e ti raccontava tutti i suoi trascorsi. Certo, aveva anche il suo caratterino... Testardo, soprattutto permaloso. Litigava spesso con le persone che gli erano più vicine, poi però si rendeva conto di aver esagerato e dopo qualche giorno tornava per chiudere scusa. Paolo era così, eccentrico e generoso. Ci mancherà».