LIVORNO. Intanto c’è l’incasso della polizza fidejussoria – 100.000 euro – stipulata nel 2010 con la Unipol a garanzia del rapporto fra Comune di Livorno e Officina dello Sport Srl. Valore – si specifica da palazzo municipale – “nettamente inferiore ai danni certi verificati”. Poi c’è il passaggio successivo: la richiesta di risarcimento danni alla società veronese che aveva in gestione le piscine comunali per le “gravi inadempienze contrattuali riscontrate”, la cui quantificazione è in corso. Insomma, il rapporto fra l’amministrazione comunale ed il precedente concessionario si è chiuso come era nell’aria, con una contesa legale annunciata.
Il Comune di Livorno, ai sensi della convenzione stipulata l’8 marzo 2011 con Officina dello sport fino al 2027, dichiarata risolta, diventa proprietario di tutti i beni mobili dei complessi “Camalich-Neri” e “La Bastia” ad eccezione degli impianti di cogenerazione acquistati dall’ex concessionario in leasing. Il sindaco Luca Salvetti e l’assessora al Bilancio Viola Ferroni confermano che questa, inevitabilmente, è la strada che il Comune di Livorno ha scelto di percorrere dopo un finale burrascoso nei rapporti con la società labronico-veronese. Una strada iniziata con la richiesta, poi diffida presentata il 18 agosto scorso ad Officina dello Sport, di riattivare il servizio entro 5 giorni dalla ricezione dell’atto. E chiusa dall’assegnazione provvisoria delle piscine, dopo specifico bando, alla Virtus Buonconvento.
Nel mezzo c’è Officina dello Sport che mette sul tavolo gli aumentati costi di gestione, l’emergenza covid coi nuovi protocolli di sanificazione che richiedono esborsi non previsti, e invita palazzo civico a portare i contributi concessi al gestore a 600mila annui, in sostanza di triplicarli. Richiesta inaccettabile per l’ente, come hanno ribadito a più voci gli amministratori. Tanto che arriva anche la richiesta di messa in liquidazione della srl da parte della controllata Sport Management. A riaprire gli impianti dopo 224 giorni di stop per i nuotoatori livornesi (professionisti e amatori) ci pensa la società senese Virtus Buonconvento che si aggiudica l’appalto transitorio di un mese, poi prorogato per un importo mensile di 59.000 euro, oltre Iva, fino al 18 dicembre prossimo.
A complicare i piani c’è l’emergenza covid, con la seconda ondata della pandemia, che rimette a casa chi non nuota per professione. In attesa di sapere quando i vari Dpcm, di pari passo con i dati della diffusione del covid, consentiranno il ritorno all’attività natatoria per tutti, sono tanti quelli che si chiedono se potranno utilizzare o meno gli abbonamenti sottoscritti in passato con il precedente gestore. Su questo Salvetti e Ferroni confermano che, compatibilmente con le esigenze di bilancio, l’intento è proprio quello di assicurare la validità degli stessi. «Già in questo mese - spiega il sindaco - abbiamo rinunciato. La linea è quella anche nel prossimo appalto della durata di 8 mesi di valutare bene questa situazione, se il bilancio regge cercheremo di anadare incontro alle richieste de gli utenti». Concetto confermato da Viola Ferroni. Del resto in linea con quanto anticipato ad ottobre con l’impegno preso, dopo il congelamento della situazione legato alle assegnazioni provvisorie, ad assicurare la validità degli ingressi almeno per i praticanti del nuoto libero in vasca. Valutando poi anche il caso degli iscritti ai corsi. —
