LIVORNO. Macché Authority immobile o comunque troppo lenta di fronte ai problemi del porto. L’ingegner Stefano Corsini, numero uno di Palazzo Rosciano, scrive una lunghissima lettera aperta al Tirreno: tramite il giornale della città vuol ribaltare agli occhi dei livornesi (titolo: “Ripetere una rappresentazione cento, mille, un milione di volte la rende la verità?”). È anche una sorta di bilancio di quanto ha fatto nel corso del mandato quadriennale che scadrà a marzo, forse anche un contrattacco dopo che la lista filo-Salvetti Sinistra Civica Ecologista l’aveva strapazzato chiedendo «un cambio di passo». Al contrario, per Corsini ci sono «risultati tangibili già raggiunti che, diversamente da quanto sostenuto, necessitano di continuità della governance».
Darsena Europa in ritardo? Corsini fa notare che se ne discute «da prima dell’avvento degli anni 2000, si configura per la prima volta nel 2012 in un piano regolatore portuale adottato dalla allora nuova governance 60 anni dopo il precedente e le cui sole procedure di approvazione da parte di enti esterni all’Autorità portuale hanno richiesto due anni e mezzo». Però è saltato fuori che «la geometria delle opere ne rendeva finanziariamente non sostenibile la realizzazione, tanto è vero che è stato necessario revocare il bando di gara di allora e passare dalle forche caudine di una severa “project review” (come dimostra la bocciatura di altri importanti iniziative a livello nazionale), brillantemente risolta nel 2017-2018». In realtà, c’era anche un altro tipo di intoppo: la normativa di allora costringeva a sversare in vasca di colmata tutto il materiale dragato e dunque la dimensione delle banchine era vincolata a quello.
Corsini rivendica il percorso che, «attraverso una progettazione tecnico-amministrativa e finanziaria evoluta», ha portato ad ottenere «il completamento della provvista finanziaria pubblica dell’opera, con una dotazione ministeriale di ulteriori 200 milioni di euro». E annota che è «di gran lunga la più rilevante fra le assegnazioni di risorse ad oggi disponibili per tutte le Authority».
Intanto si è «quasi conclusa» la deperimentrazione del “Sin” («avrebbe dovuto essere affrontata almeno 10 anni fa»). Risultato: le gare per le opere marittime e i dragaggi e per il project financing del terminal container saranno pubblicate «all’inizio dell’anno prossimo» e, dunque, «rispettare la data di fine 2024-metà 2025 per la messa in esercizio dell’intervento». Nel giro di «soli 7 anni dall’inizio effettivo delle attività», mentre è dimostrato che «per un’opera del costo di più di 100 milioni di euro in questo Paese servono di media più di 15 anni»: possibile grazie al fatto che l’ente ha «le migliori competenze professionali di settore».
Quanto allo scavalco ferroviario, «è di competenza di Rfi»: Palazzo Rosciano è per Corsini «spettatore certamente interessato», e può solo sollecitare. Sul fronte dei traffici ha ovviamente pesato l’emergenza coronavirus, ma fino all’inizio della pandemia i dati tendenziali sono stati «sempre più che positivi in tutte le categorie merceologiche», e si è consolidato «il primato nazionale del traffico ro/ro e nel traffico auto nuove». L’emergenza è stata «esperienza di grande valore e coronata da successo», compreso il caso della nave da crociera Costa Diadema a Piombino.

