«Certificati falsi per vendere auto usate», a processo i titolari dell’agenzia pratiche - I nomi

Oltre a componenti della famiglia Conti sono imputate altre dieci persone che avrebbero alterato diversi documenti 

LIVORNO. Certificati di proprietà falsificati, o comunque alterati, per vendere auto e scooter, spesso destinati all’estero. Ma non solo, perché tra la ventina di contestazioni nei confronti dei dodici imputati finiti nella maxi inchiesta della Procura, arrivata ora a dibattimento, ci sono anche presunti trucchi per aggirare la normativa legata ai passaggi di proprietà. Come quello – secondo l’accusa – di dichiarare come proprietario non intestatario del veicolo una persona diversa, così da poter completare le vendita anche nel caso in cui il veicolo fosse sottoposto a fermo amministrativo.

Al centro dell’indagine, inizialmente coordinata dal pubblico ministero Daniele Rosa, i titolari dell’Agenzia pratiche auto “G2C” di via degli Arrotini: Giorgio Conti, 44 anni, Giovanni Conti, 46, Gilberto Conti, 83, e la moglie Gabriella Puccini, 77. Tutti incaricati di pubblico servizio. È nei loro confronti che la Procura muove la maggior parte delle accuse (si tratta di fatti iniziati addirittura nel 2011). In pratica l’ufficio livornese – secondo l’ipotesi dell’accusa – avrebbe in qualche modo agevolato, aiutato, facilitato, o chiuso un occhio con i colleghi che vendevano auto e scooter usati al fine di accelerare la pratica nel momento in cui poteva emergere un intralcio. Una tendenza che sarebbe emersa anche in un’altra agenzia livornese, ma in termini numerici inferitori, quella gestita da Laura Ughi, 53 anni.


L’accusa principale nei confronti dei quattro è di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa. Come – si legge nel capo d’imputazione – per quello che riguarda una Mercede ML all’epoca sottoposta a fermo amministrativo per un debito di poco più di 120 euro con Equitalia.

È in questo contesto che Alessandro Pisani, 52 anni, e Marian Stroe, 38, (entrambi indagati ndr) avrebbero avuto dall’Agenzia di pratiche auto un falso certificato di proprietà da compilare senza indicare il fermo. Così sarebbe stato possibile radiare il veicolo dal Pra per portarlo in Romania. Raggiro che sarebbe stato eseguito altre volte con metodi simili.

Oltre ad amministratori e legali rappresentanti della “G2C”, gli imputati sono 14 in tutto. Acominciare Sergio Meini, 79 anni, titolare dell’Agenzia “Uncam” per via di una Vespa 125 che è finita in Senegal nonostante la proprietaria avesse già chiesto la radiazione per poi rottamare lo scooter. Situazione simile in un altro episodio contestato a processo e che ha coinvolto Filippo Trillini e Gianluca Trillini, rispettivamente amministratore unico responsabile tecnico della società “Trillo Motor srl” di Fauglia che avrebbero venduto a un terzo soggetto lo scooter senza che la proprietaria che aveva affidato al salone il mezzo in conto permuta ne fosse a conoscenza. Stesso sistema usato con Claudio Spadavecchia, titolare di “Soloauto. com” aiutato a vendere a Medzit Alimovic una vecchia Fiat Punto senza che il proprietario ne fosse informato. E proprio il nome di Alimovic, insieme a quello di Gionni Halilovic, 42 anni, torna spesso negli atti come esecutore materiale delle falsificazioni dei documenti, decine quelli che vengono contestati.

La prossima udienza è fissata davanti al collegio per giugno, quando alcuni dei reati contestati saranno probabilmente prescritti. —