L’ultima pagina del quaderno “Buffetti”: dopo 68 anni chiude a Livorno lo storico negozio

Aprì nel 1952 come cartoleria Carraresi, legandosi subito al colosso della cartoleria: «Una perdita importante per la città»

LIVORNO. I prodotti per l’ufficio, la scuola, lo studio di casa. Poi tutti quei servizi per facilitare il lavoro delle attività commerciali cittadine, dalla fatturazione elettronica alla firma digitale. E ancora: software gestionali per aziende, negozi e professionisti, consulenza su privacy, fisco e contratti, tutto senza dimenticare le innovazioni come l’archiviazione cloud e il qr code. Buffetti è stato un punto di riferimento per decenni, per almeno tre o quattro generazioni di livornesi che si sono affidate alla famiglia Carraresi per la scuola e il lavoro. Sì, è stato, perché nelle scorse settimane ha abbassato definitivamente le storiche saracinesche di via dei Lanzi, a due passi da via Cairoli.

«Abbiamo deciso di chiudere dopo il primo lockdown», si limitano a spiegare dall’ex cartoleria Carraresi. Una chiusura dolorosa, dopo 68 anni di attività e dopo un periodo complicatissimo come quello della pandemia. E così la città perde un altro pezzo di storia del commercio, un marchio conosciuto in tutta Italia e un’attività centrale nella vita quotidiana di tanti piccoli negozi.


68 ANNI DI STORIA

Il punto vendita di via dei Lanzi aprì nel 1952 come cartoleria Carraresi, legandosi subito al colosso Buffetti, ancora oggi una delle più grandi aziende italiane per il mondo del lavoro e della scuola con circa 800 negozi su tutto il territorio nazionale. Il segreto della famiglia Carraresi e del marchio Buffetti è sempre stato quello di riuscire ad ampliare continuamente il catalogo per rispondere alle esigenze di tutti: non solo la classica cartoleria con il materiale per l’ufficio e la scuola, ma anche e soprattutto targhe, timbri, modulistica commerciale e fiscale personalizzata, software gestionali e contabili. Insomma, un vero e proprio negozio di riferimento per imprese, artigiani, commercianti, professionisti e studenti. Una storia di 68 anni fatta di una profonda conoscenza del mercato, di grande attenzione al cliente, di passione e cortesia.

Fino alla recente chiusura, una decisione sofferta da parte del titolare Alessio Carraresi, fino a qualche mese fa presidente provinciale della Confcommercio e ancora oggi nella giunta della stessa associazione di categoria, guidata ora da Francesca Marcucci.

IL COMMERCIO E LA CRISI

In centro chiude dunque un’altra attività storica, che aveva tre dipendenti ed era passata da una generazione all’altra della famiglia Carraresi. «Una perdita importante per la città – le parole di Federico Pieragnoli, direttore provinciale della Confcommercio – Buffetti ha fornito a intere generazioni tutto il materiale per la scuola, dagli zaini ai lapis, e tutto ciò che serve in un ufficio, software compresi. Ora tanti professionisti e tante attività commerciali, senza una realtà radicata sul territorio come Buffetti, saranno costretti a rivolgersi a un centralino per risolvere quei problemi legati a una fattura o a una scadenza, giusto per fare un esempio».

Ma la chiusura di Buffetti è significativa per il periodo che stiamo attraversando, il periodo che il mondo del commercio sta attraversando. «La pandemia – aggiunge Pieragnoli – è arrivata in un momento in cui le piccole e medie imprese avevano già grandissime criticità a livello economico. E sono proprio le aziende storiche a subire di più la crisi, la trasformazione dei centri e l’e-commerce. Purtroppo ci sono pochissimi aiuti, lo dico oggi ma potevo dirlo anche prima di questa emergenza sanitaria: a livello nazionale c’è chi preferisce agevolare Amazon o altre piattaforme del genere, che non pagano le tasse, anziché tutelare i nostri imprenditori, tassati invece fino al 70%. È anche una questione di sicurezza: una saracinesca alzata allontana il degrado e respinge la microcriminalità, una saracinesca giù porta invece malintenzionati e impoverimento». E così si chiude l’ultima pagina della storia di Buffetti a Livorno.