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Campione mondiale di pesca sportiva multato sulla barca con 48 chili di orate

A sinistra Marco Volpi, campione del mondo di pesca sportiva e personaggio conosciutissimo nel mondo ittico. A destra, in una foto diffusa dalla guardia costiera, alcune delle orate sequestrate

«Oltre i limiti»: Marco Volpi e il figlio sanzionati per 8mila euro. «Tradito dall’entusiasmo. Mi scuso, ho sbagliato e pagherò»

LIVORNO. Secondo la guardia costiera avrebbe violato le norme della pesca sportiva dilettantistica, tornando in porto con 48 chili di orate quando il limite, a testa, è di cinque al giorno. Dieci in questo caso, visto che era a bordo con suo figlio. Quattromila euro di multa da parte della capitaneria per il cinquantunenne livornese Marco Volpi, 33 volte campione mondiale di pesca sportiva e punto di riferimento per gli agonisti della categoria, che lo considerano una vera e propria leggenda. Per entrambi è scattata una sanzione complessiva di ottomila euro.

Il controllo dei militari è scattato venerdì scorso, attorno alle 21, quando Volpi stava tornando in porto dopo la giornata in mare. Sapevano di andare a colpo sicuro, evidentemente, perché lo hanno atteso in banchina. Scoprendo che sull’imbarcazione, anziché un massimo di dieci chili di orate, ne aveva 48, dal valore potenziale di oltre mille euro. «Già da qualche giorno gli uomini della squadra navale tenevano d’occhio i due – scrivono dalla direzione marittima toscana, diretta dal contrammiraglio Giuseppe Tarzia – e così, quando con la loro barca sono rientrati dopo una battuta di pesca con la canna al largo del litorale a sud di Livorno, hanno trovato ad attenderli i militari che hanno rinvenuto a bordo la grande quantità di pescato illegale».


Stando a quanto appreso Volpi si sarebbe diretto verso le secche di Vada, rientrando poi in porto con 38 chili di orate eccedenti la quantità massima giornaliera per la pesca sportiva dilettantistica. Le norme, infatti, prevedono che «il pescatore sportivo e ricreativo può raggiungere un massimo di pescato quotidiano pari a cinque chilogrammi complessivi, salvo il caso di pesce singolo di peso superiore a persona». In questo caso, però, i pesci erano «18-20» – ricostruisce l’atleta – e quindi non si è trattato di un’unica preda che superava il quantitativo. «Innanzitutto voglio chiedere scusa a tutti – afferma il campione del mondo raggiunto dal Tirreno – perché mi sono fatto prendere dalla situazione e quindi ho sbagliato.

Eravamo fuori, insieme a moltissime altre barche, dalle sei di mattina. E fino all’una non avevamo pescato niente. Questo è un periodo in cui le orate grosse mangiano e a un certo punto ne sono affiorate 18-20 da circa tre chili l’una e noi ci siamo infatuati, perché non è certo una cosa che capita sempre. Non sono comunque pesci vietati, né sotto misura, mentre la cattura è stata realizzata con attrezzi eco-compatibili, ovvero due canne con gli ami. Mi hanno sequestrato quelle, oltre a due mulinelli, con i quali ho pescato insieme a mio figlio. Il mio è un errore dettato dall’entusiasmo e se ho sbagliato pagherò la sanzione della capitaneria. Voglio comunque sottolineare che potevamo uscire a pesca, non era quello l’aspetto proibito».

«Non è stata contestata per il momento nessuna infrazione relativa alle particolari restrizioni attualmente legate alla “zona rossa” – scrivono sempre dalla direzione marittima toscana – proprio perché, essendo un atleta tesserato di alto livello, giustificava le sue uscite con la necessità di allenamenti pre-gara». Attualmente, fra l’altro, la capitaneria di porto segue le indicazioni ministeriali secondo cui è possibile andare a pescare anche con le attuali restrizioni imposte dal Governo, motivo per il quale Volpi era in piena regola con le norme anti-covid. Per lui, quindi, nessuna sanzione da 533 euro. Restano i quattromila euro legati all’eccedenza di 38 chili di orate, stessa importo per il figlio del campione del mondo. —